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Motomondiale

MotoGP, la nuova aerodinamica secondo Valentino Rossi

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Luigi Ciamburro

Valentino Rossi parla dell’aerodinamica in MotoGP. Come sono cambiate le moto e cosa è mutato per i piloti della classe regina.

Valentino Rossi (getty images)

L’aerodinamica riveste un ruolo sempre più preponderante nella MotoGP dei giorni nostri. A fare da apripista è stata la Ducati nel 2015, quando ha dotato i suoi prototipi di alette aprendo una nuova pagina di storia. In breve anche gli altri costruttori hanno preso ad imitare le soluzioni escogitate da Borgo Panigale e a proseguire per la propria strada, Yamaha compresa.

L’aerodinamica ha spinto i piloti a cambiare stile di guida, una novità che anche Valentino Rossi ha vissuto sulla propria pelle. “Lo stile di guida è cambiato negli ultimi anni”, ha sottolineato il campione di Tavullia. “Soprattutto, la postura è cambiata. Ora ti sporgi molto vicino alla moto. La testa, le spalle e i gomiti puntano molto in avanti. Secondo me, il modo in cui guidi in curva è cambiato. Percorri traiettorie diverse. Con queste moto, queste gomme e questi freni puoi entrare in curva molto più velocemente. Guidi in modo diverso rispetto a cinque anni fa”.

I cambiamenti aerodinamici

Difficile dire fino a che punto abbia influito l’aerodinamica nello stile di guida, dal momento che i prototipi mutano di anno in anno in ogni area tecnica, dalla ciclistica al motore fino alle gomme. “Ma non sono sicuro quale parte abbia avuto l’aerodinamica”, ha proseguito Valentino Rossi. “Alcuni colleghi piloti hanno già notato che le MotoGP con le alette sono più stabili, ma richiedono più potenza quando viene cambiata la direzione di marcia”.

Come ogni elemento apportato di recente anche l’aerodinamica ha i suoi pro e contro. Se da un lato consente di migliorare l’erogazione del gas, dall’altro può creare qualche problema nei cambi di direzione. “L’aerodinamica permette una migliore accelerazione. Arrivi alla curva successiva con più velocità e hai più carico sulla ruota anteriore. Quindi puoi frenare più forte. La moto è più ingombrante nei cambi di direzione – ha concluso il nove volte campione del mondo come riportato da Motorsport-Total.com -. Quindi serve più potenza”.

LEGGI ANCHE —> Morbidelli: “Ho imparato una cosa importante da Valentino Rossi”

Valentino Rossi (Foto Petronas)
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Luigi Ciamburro
Tags: Primo Piano

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