Aprilia sembra essere l’opzione più realistica per il futuro di Vinales in MotoGP, ma la leggenda Schwantz non è molto convinto di essa.
Maverick Vinales e Yamaha hanno concordato di interrompere il rapporto a fine 2021, un anno in anticipo rispetto alla scadenza fissata dal contratto. Adesso si attende di capire quali scelte faranno per il 2022.
In particolare il pilota, che ha poche opzioni per correre ancora in MotoGP nella prossima stagione. L’unica casa che gli può offrire un posto nel team ufficiale è l’Aprilia, che non ha al momento una moto top. In Ducati avrebbe una sella solo nella nuova squadra satellite VR46.
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Kevin Schwantz, interpellato da Speedweek, ha espresso il proprio pensiero su quanto successo a Vinales: «Vederlo arrivare ultimo con una Yamaha ufficiale al Sachsenring, mentre Quartararo ha chiuso terzo, è stato incredibile. Una settimana dopo ad Assen è stato il più veloce in ogni sessione, ha fatto la pole e solo in gara è stato battuto da Fabio. Una moto non si trasforma da una settimana all’altra, non può essere prima indietro e poi vincente in pochi giorni. Quando hai una brutta giornata puoi perdere 3-4 decimi, non finire venti posizioni indietro».
La leggenda della Suzuki e del Motomondiale spiega cosa probabilmente non va in Maverick: «In MotoGP non devi essere solo un buon pilota. Devi anche essere forte di testa. Se il tuo compagno vince ed è leader del Mondiale, puoi facilmente diventare triste e scoraggiato. Ma devi concentrarti sul lavoro, trarne il meglio che puoi e dare il massimo fino alla fine».
Schwantz pensa che il problema di Vinales sia soprattutto mentale e trova un azzardo la scelta di lasciare Yamaha, soprattutto se l’alternativa è andare in Aprilia: «Non ho idea del perché abbia preso questo rischio e accettato questa cosa. Deve essere stato davvero molto infelice in Yamaha. Aleix Espargarò sostiene sempre che l’Aprilia è molto vicina al vertice, ma poi taglia il traguardo all’ottavo posto. Quindi non è ancora così vicina alle moto vincenti».
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