Lucio Cecchinello ha un parere rispettoso, ma anche piuttosto netto sulla situazione che sta vivendo Valentino Rossi
Sono parole di grande stima e rispetto, ma anche di grande onestà, quelle espresse da Lucio Cecchinello, quando gli è stato chiesto un parere schietto su Valentino Rossi e sulla sua attuale situazione di crisi di risultati.
Il pilota veneziano si scontrò con il Dottore all’inizio della sua carriera, in classe 125, dove entrambi corsero nel biennio 1996-1997. Poi, oggi, i due si ritrovano da avversari in MotoGP: Cecchinello nel ruolo di team principal della sua Lcr Honda, Vale da pilota (ma dal prossimo anno, anche lui da proprietario di una squadra, la VR46).
Lucio non si tira indietro, quando si tratta di riconoscere la grandezza del nove volte iridato, nonché del contributo che ha dato a tutto il movimento del motociclismo mondiale. Ma sottolinea anche come abbia ormai già fatto il suo tempo.
“Valentino merita un monumento in ogni circuito in cui andiamo, perché ha il grande merito di aver fatto entrare il motociclismo in tutte le case”, spiega ai microfoni del sito specializzato MowMag. “Grazie a lui è cresciuta enormemente la popolarità della MotoGP. È unico. Poi, tutte le cose non sono eterne e un calo di prestazioni fa parte del corso naturale degli eventi”.
Insomma, il fenomeno di Tavullia fa parte della vecchia generazione dei centauri. E vederlo ancora sulla griglia di partenza è un po’ come sarebbe stato schierare Alessandro Del Piero nella nazionale italiana.
“Ogni epoca ha un suo stile e Valentino in questo momento sta lottando con ragazzini di vent’anni”, prosegue Cecchinello. “Lo stile di guida è cambiato e non è facile adattarsi. Sarebbe come prendere i migliori calciatori di vent’anni fa per fargli giocare la finale dell’Europeo, contro gli inglesi. Non usciremmo vincenti, perché il modo di giocare è cambiato”.
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