“Ora basta”: la Ferrari alza la voce contro il comportamento tenuto dalla Federazione internazionale dell’automobile nelle ultime settimane
Dai motori alle ali flessibili, dalle pressioni delle gomme alla durata dei pit stop. Sono state numerosissime le tematiche sulle quali la Federazione internazionale dell’automobile è intervenuta a gamba tesa con altrettante direttive tecniche nelle ultime settimane.
Un’abitudine a precisare, quando non addirittura a modificare i regolamenti a stagione in corso che potrà anche servire a mantenere la regolarità e la correttezza della competizione, ma che ha anche creato non poca confusione tra gli ingegneri delle squadre. I quali si ritrovano queste lettere firmate dagli uomini di Jean Todt, che piovono a sorpresa sulle loro teste, e li costringono a cambiare rotta dello sviluppo da un giorno all’altro. Con conseguenze e complicazioni facilmente immaginabili.
Ora le squadre non ci stanno più e chiedono una maggior condivisione delle decisioni da parte dei vertici dell’automobilismo insieme a loro. L’auspicio dei team è che le norme, da ora in poi, vengano insomma discusse da parte dei federali e non semplicemente imposte. E sorprende (ma forse non più di tanto) che una delle prime scuderie ad alzare la voce sia stata proprio la Ferrari, che si è fatta sentire per bocca del suo direttore sportivo Laurent Mekies.
“Senza entrare nelle circostanze dell’attuale direttiva tecnica”, sono le parole del francese riferite dal sito specializzato tedesco Motorsport Total, “sarebbe probabilmente meglio se in futuro ci sedessimo tutti intorno al tavolo e discutessimo di tali questioni insieme alla Fia, piuttosto che essere sorpresi da una direttiva nel bel mezzo della stagione”.
Mekies poi rincara la dose, usando toni per nulla accondiscendenti nei confronti dei dirigenti: “È bene che in Federazione si stia pensando ai cambiamenti e alla sicurezza dei piloti e della squadra, ma sarebbe bello se potessimo discuterne in anticipo e sapere di quali modifiche stiamo parlando, in modo da programmare il futuro e adattarci al meglio ai cambiamenti”.
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