Fabio Quartararo chiude terzo le prove libere del Gran Premio di Catalogna a Barcellona. E la lotta è sempre tra Yamaha e Ducati
Fabio Quartararo chiude la prima giornata di prove libere del Gran Premio di Catalogna con il terzo tempo, a poco più di un decimo e mezzo dalla vetta occupata da Johann Zarco. E con grande soddisfazione per le prestazioni mostrate finora a Barcellona dalla sua Yamaha.
“Sono molto contento per oggi, la mia giornata è stata positiva, ho tenuto un ottimo passo”, commenta il Diablo al termine del venerdì. “Manca un po’ di aderenza, come sempre capita a Barcellona, e ci sono un paio di curve in cui perdo molto, come la 9 e la 14: lì faccio un po’ di fatica, l’anno scorso mi ci trovavo meglio. Devo lavorare sul mio stile di guida e sull’elettronica”.
Resta solo da sciogliere il dilemma delle mescole di pneumatici, come spesso accade al venerdì, ma la scelta sembra comunque abbastanza indirizzata: “Ho visto alcuni piloti usare la gomma dura e credo che questa sia la soluzione un pochino migliore, perché la media cala velocemente”.
Quartararo, così come i suoi colleghi, ha scoperto oggi la nuova configurazione della pista del Montmelò, recentemente ridisegnata in una piega: “La curva 10 ha un disegno molto migliore rispetto a prima, ma si sente molto il cambio d’asfalto, che dà poco feeling, fa muovere tanto l’anteriore”.
Il dubbio è, però, se questo circuito sia più amico della Yamaha o della Ducati, visto che le due Case che si stanno contendendo il titolo mondiale si spartiscono più o meno equamente le prime posizioni della classifica odierna. Secondo il leader del campionato, la situazione è un po’ più complessa rispetto a questa analisi semplicistica.
“Le cose non stanno come si dice”, sottolinea il francese. “Tutte le piste sono più o meno uguali per tutte le moto, ma credo che quest’anno il pilota possa fare maggiormente la differenza. Non è che questa sia una pista Ducati perché c’è un rettilineo veloce, però al Mugello si potevano superare le Desmosedici nei cambi di direzione, qui è un po’ più complicato”.
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