La Ktm non tratta equamente Danilo Petrucci: gli altri compagni di marca ricevono il telaio nuovo al Mugello, mentre lui non ce l’ha
Si aspettava un trattamento diverso da parte della sua Ktm Danilo Petrucci, reduce dall’ottimo quinto posto conquistato a Le Mans. Invece, da un lato il rinnovo del suo contratto è in bilico: “Ne parleremo, è tutto nelle mie mani: se vado forte mi confermano, altrimenti no”, chiarisce lui. E alla porta per sostituirlo bussano i giovani talenti della Moto2, da Remy Gardner a Raul Fernandez.
Dall’altro lato, Petrux inizia già a sentirsi messo da parte del proprio marchio. Lo dimostra il fatto che gli sviluppi tecnici portati questo weekend al suo Gran Premio di casa, al Mugello, sono arrivati ai suoi colleghi, ma non a lui.
“Sicuramente la squadra ufficiale riceve per prima il nuovo materiale”, spiega il pilota di Terni. “Ma mi avevano detto che per gli aggiornamenti avrebbero guardato la classifica, quindi sarebbero dovuti arrivare a Binder e a me. Invece è andata un po’ diversamente: loro hanno il telaio nuovo, che forse rappresenta un buon miglioramento, io non l’ho mai provato. Non so quando sarà disponibile per me”.
Danilo se li meriterebbe tutti, visto che al momento è il secondo miglior portacolori Ktm in classifica generale: con i suoi 16 punti all’attivo, è dietro solo a Brad Binder che ne ha 24. Però lui non cerca scuse o alibi.
“Non mi crea nessun problema, perché prima devo migliorare nello sfruttamento della moto che ho, e al momento non mi sento ancora a posto”, ribadisce. “Oliveira e Binder sono andati forte, significa che posso riuscirci anche io. In effetti sono migliorato rispetto alle scorse gare, ma non tanto quanto avrei voluto”.
Insomma, non ha ancora preso del tutto le misure della RC-16, per il suo peculiare stile di guida e la sua corporatura più massiccia: “Non posso usare i dati di assetto dei miei compagni di marca, perché ho un peso molto differente. Ho provato a sfruttare le loro indicazioni, ma per me non vanno bene. Comunque, da questa gara, mi lasciano un po’ più di libertà nel lavoro e il mio primo obiettivo è migliorare la moto. Mi ricordo bene che cosa serve per andar forte su questa pista”.
E ci crediamo: l’ultima volta in cui si corse da queste parti, due anni fa, a vincere fu infatti proprio lui.
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