La Mercedes si scusa con Bottas per quanto accaduto in Portogallo, ma la sensazione è che ormai il finlandese sia solo coi suoi demoni.
Quanto sia considerato Valtteri Bottas all’interno del box di Stoccarda lo si è capito al momento della sua pole sabato pomeriggio a Portimao. Nessun gesto di esultanza, nessuna euforia da parte del boss Toto Wolff. Manco fosse stato Verstappen a firmarla.
Le chiavi di lettura per questa reazione sono due. La prima riguarda la questione marketing. E’ evidente che il driver di Nastola non sia d’interesse per il marchio che quindi preferisce sempre e comunque Hamilton, più accattivante e conosciuto. La seconda verte più sulle mere performance del #77, troppo poco costanti. In Portogallo il 31enne ha dimostrato di non avere i galloni del vincente perché per un motivo o per un altro non riesce neppure a sfruttare l’abilità di ottenere le partenze al palo. Un intoppo per il suoi futuro in squadra, ma dall’altro lato anche un beneficio per la dirigenza che così non dovrà sporcarsi la coscienza con ordini di scuderia.
Sorpassato come se fosse fermo da Lewis, il finlandese avrebbe accusato noie ad un sensore che segnalava il surriscaldamento degli scarichi limitando le performance del motore. Guasto vero o presunto che sia ha sicuramente influenzato l’esito della sua corsa, facendolo addirittura arrestare in terza piazza.
“Abbiamo cercato di apportare un cambiamento per scavalcare il problema, ma non siamo riusciti a farlo. Il propulsore di Valtteri è andato in protezione e questo gli è costato 5 secondi”, ha dichiarato il dirigente austriaco definendosi dispiaciuto per aver rovinato il GP del suo pilota con un imprevisto.
Autore del giro veloce sul finale delle 66 tornate grazie al pit stop a pochi chilometri dalla bandiera, il biondo stava rischiando di perderlo a favore di Mad Max. E pure qui il buon toto si è sentito in dovere di domandare venia.
“Avremmo dovuto richiamarlo dopo. Comunque impariamo dall’errore e andiamo avanti”, ha chiosato.
Chiara Rainis
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