Nonostante le sue condizioni fisiche siano in miglioramento, Marc Marquez è alle prese con i limiti tecnici della sua Honda
È un nono posto agrodolce quello conquistato da Marc Marquez nel suo Gran Premio di casa, in Spagna. Ci sono sicuramente dei motivi per gioire: nonostante il risultato sia peggiorato di due posizioni rispetto alla scorsa uscita in Portogallo, la tenuta del braccio destro fratturato comincia infatti a migliorare.
“Non è certamente questo il risultato che vorrei, ma sono contento”, conferma il Cabroncito. “Mi sento meglio sulla moto, ho sofferto fisicamente, ma meno che a Portimao. Per me la chiave di questo GP è avere migliorato le mie condizioni fisiche”.
Più che l’infortunio, in netta ripresa, a infastidire l’otto volte iridato sono stati semmai i postumi della brutta caduta di ieri: “Il mio collo era bloccato e partire da dietro non mi ha aiutato”, confessa. “A otto giri dalla fine ho dovuto rallentare. Ma l’importante è fare chilometri”.
C’è però anche un’altra faccia della medaglia, che è quella tecnica. Man mano che Marquez ritrova le sensazioni migliori, infatti, inizia a raggiungere i limiti della sua RC213V. Che sembrano davvero piuttosto importanti.
“In questo GP ho cominciato a lavorare sulla moto per capire cosa fare per migliorare”, spiega Marc. “Sto cercando di trovare la strada per lavorare. Honda porta sempre nuovi pezzi, ma non siamo nella migliore situazione. Oggi ho avuto l’opportunità di seguire Espargarò, Bradl e altri compagni di marca, e mi sono reso conto che perdiamo a centro curva, dobbiamo capire perché”.
Un’occasione in più per vederci chiaro potrebbe arrivare dai test in programma nella giornata di domani sempre a Jerez. Ma il catalano è ancora convalescente e dunque non può forzare troppo con gli impegni al di fuori dei weekend di gara.
“Se domani sarò a posto, farò qualche giro per provare qualcosa, non troppi ma di qualità”, promette. “Poi non guiderò più fino a Le Mans. Nel frattempo andrò a fare un controllo dai medici e decideranno se potrò aumentare il lavoro a casa. Adesso sono molto stanco, ma per la caduta di ieri che si è fatta sentire, non per il braccio destro. Stiamo procedendo per la strada giusta”.
Ma la vetta della montagna è ancora molto lontana, dunque c’è parecchio da scalare: “In questo momento non sono in condizione di vincere”.
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