Felipe Massa compie quarant’anni e ricorda i momenti più belli e più brutti della sua lunga carriera in Formula 1 e alla Ferrari
Il 25 aprile è un data che non ha segnato solo la Festa della Liberazione in Italia e il ricordo dei vent’anni dalla scomparsa di Michele Alboreto. C’è stata anche un’altra, importante ricorrenza: il quarantesimo compleanno di Felipe Massa.
Un pilota tuttora molto amato dai tifosi della Ferrari, scuderia dove trascorse ben otto anni della sua carriera. Il bilancio di questa sua prima porzione di vita è molto positivo.
“Mi posso senz’altro ritenere un uomo fortunato”, riflette ai microfoni della Gazzetta dello Sport. “Ho avuto la possibilità di fare il lavoro che amo, di avere una splendida famiglia e di aver girato il mondo, conoscendo un sacco di gente, facendomi tanti amici, imparando diverse lingue”.
Ma forse il colpo di fortuna più importante è quello che visse nelle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria 2009, quando fu colpito a quasi duecento all’ora da una molla del peso di 800 grammi staccatasi dalla Brawn del suo connazionale Rubens Barrichello.
Massa finì all’ospedale con una commozione cerebrale, una frattura al cranio e un taglio alla fronte, ma riuscì a salvarsi. “Anche per questa ragione mi sento un uomo fortunato, ho avuto una seconda possibilità”, sorride ora. “Non era ancora giunta la mia ora. E Dio ha voluto che continuassi a vivere, ora spero di godermi altri quarant’anni”.
Meno piacevole è la memoria del Gran Premio del Brasile 2008 quando, nonostante la vittoria, dopo il traguardo seppe di aver perso il titolo mondiale a vantaggio di Lewis Hamilton. Che conquistò per il rotto della cuffia, superando proprio nelle curve conclusive Timo Glock, il quinto posto, l’ultimo buono per laurearsi matematicamente campione. Ma nemmeno al ricordo di questo episodio c’è rimpianto nelle parole di Felipe: “Per niente, non provo alcuna frustrazione”, conclude.
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