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MotoGP

MotoGP Portimao, Morbidelli soddisfatto: il quartultimo tempo “mente”

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Matteo Bellan

Morbidelli non si preoccupa del diciannovesimo posto nelle libere MotoGP in Portogallo. Il pilota Petronas spiega che ha altro potenziale.

Franco Morbidelli (Getty Images)

Franco Morbidelli ha concluso la giornata di Prove Libere MotoGP a Portimao con la diciannovesima posizione. In FP3 dovrà darsi da fare per rientrare in top 10 ed evitare di partire dalla Q1 nelle Qualifiche.

Va detto che il pilota del team Petronas SRT in FP2 non ha utilizzato la gomma morbida per il time-attack, pertanto domani può abbassare decisamente il tempo fatto oggi. Il potenziale di Frankie è maggiore rispetti a quello che si è notato nella giornata odierna.

Morbidelli commenta le Prove Libere in Portogallo

Morbidelli al termine della FP2 ha spiegato il motivo della sua posizione arretrata in classifica e che a livello di ritmo è ben messo: «Non ho montato il pneumatico soft. Con quelli medi il mio passo è molto buono e dunque sono soddisfatto. Non avendo utilizzato la gomma morbida, è normale essere indietro».

Il pilota romano ha dovuto lavorare molto col team Petronas SRT per evitare che si ripetessero i problemi avuti in Qatar: «Ho provato tante cose e ci sono ancora degli aspetti da capire. Comunque il feeling è migliorato costantemente durante la giornata. Mi sento meglio che in Qatar. Dall’anno scorso le cose sono cambiate su questa pista. Però non saprei indicare cosa tra gomme, moto e mia guida».

Morbidelli auspica di andare bene sabato, giorno fondamentale per migliorare su passo gara e giro secco: «Spero di essere veloce con gomma nuova, come lo sono con quella usata. Per la gara il pneumatico ideale sembra quello medio, devo ancora provare quello soft».

Inevitabile parlare di Marc Marquez, sesto al ritorno in MotoGP dopo nove mesi di assenza: «È stato impressionante – ammette Frankie – riuscendo a fare un ottimo lavoro sia sul ritmo che sul giro singolo. Ha dimostrato di che pasta è fatto e che l’infortunio non lo ha scalfito».

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Matteo Bellan

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