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MotoGP

MotoGP, Jorge Martin: “Chiamatemi pure Martinator”

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Luigi Ciamburro

Jorge Martin conquista una pole suprema a Doha, ma non si pone l’obiettivo podio. La priorità è conoscere a meglio la sua Ducati GP.

Jorge Martin (getty images)

Una pole position non può certo essere casuale, soprattutto se si tratta di un rookie alla sua seconda gara in classe regina. Jorge Martin ha raggiunto un primo grande traguardo con il team Pramac Racing, che ha scommesso fortemente si di lui, tanto da garantirgli subito una Ducati con specifiche ufficiali. E tra lo spagnolo e la GP21 è stato subito amore, trovando una moto che si adatta perfettamente al suo stile di guida.

Nonostante la pole position resta però con i piedi ben saldi per terra, sente di non essere ancora pronto per la vittoria, ma in cuor suo resta una speranza. Molto dipenderà dalla partenza e dalla prima curva. “Conosco questa moto da tre settimane, non l’ho guidata a novembre e febbraio. Non sapevo cosa aspettarmi, ma è una moto che mi permette molto – dice in un’intervista ad ‘AS’ -. Non ho detto mai che la moto sia facile ma mi aspettavo di peggio ed è una moto che ti permette di imparare”.

Nessuna fretta per il podio

Nel primo Gran Premio di domenica scorsa ha raccolto il primo punto iridato finendo in 15esima posizione. E dopo una partenza da incorniciare che gli ha permesso di balzare subito nel gruppo di testa superando una decina di avversari. Adesso bisogna fare tesoro degli errori e capire come gestire al meglio le gomme. “Il mio obiettivo per questa gara è fare meno errori – ammette Jorge Martin -. Penso che avendo fatto la metà degli errori sarei meglio del quindicesimo. Tenere il ritmo per tutta la gara ora è il mio obiettivo senza guardare così tanto alla posizione”.

E i primi soprannomi già piovono sul pilota del team Pramac Racing. Alcuni lo chiamano “Rocketman”, altri “Rocket Martin”. Ma lui preferisce “Martinator va bene per me, ma direi Rocket Martin, che ha il mio cognome.. Ci sarà tutto il tempo per gli appellativi, ora bisogna portare a casa il miglior bottino: “Con una buona partenza posso arrivare alla prima curva quinto o sesto, e questa è una buona posizione per affrontare la gara”. In questa prima stagione in MotoGP il podio è un obiettivo realizzabile. “Non è il mio obiettivo adesso, tutt’altro. Sarà il mio obiettivo dalla mezza stagione in poi. Adesso l’obiettivo è accumulare esperienza e imparare da ogni giro, la gestione delle gomme… Non sono sorpreso di essere qui, perché alla fine sono con piloti con cui ho corso prima, come Pecco o Quartararo. Hanno mostrato un grande potenziale e credo di non essere da meno”.

Jorge Martin (getty images)
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Luigi Ciamburro

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