Danilo Petrucci non si trova ancora con la posizione in sella e con la molta aderenza al posteriore della sua nuova Ktm Tech 3
C’è ancora molta strada da fare davanti a Danilo Petrucci. In classifica, dove al termine della prima due giorni di test MotoGP in Qatar giace in una non troppo esaltante ventunesima posizione, staccato di oltre un secondo e otto decimi dalla vetta.
Ma soprattutto in sella alla sua Ktm, dove è ancora in cerca di una posizione comoda ed ergonomica. Non si tratta solo di un adattamento da parte sua, dopo molti anni trascorsi su una moto diversa, la Ducati. Anche il team deve scoprire come accogliere al meglio un pilota la cui altezza è assolutamente inedita rispetto ai suoi compagni di marca.
Dunque ferve l’impegno nel box della squadra Tech 3: “È stata un’altra intensa giornata di lavoro”, racconta Petrucci al termine delle prove di domenica. “Sto capendo meglio la moto giorno dopo giorno. Abbiamo provato qualcosa che funziona, ma è chiaro che abbiamo bisogno di un po’ più di tempo”.
C’è anche un altro problema che affligge Petrux: la troppa aderenza della Ktm al posteriore, che tende a fargli chiudere l’anteriore. Forse è proprio per questa ragione che, nel corso della seconda giornata di collaudi, è addirittura finito per terra. Ma questo non gli ha impedito di compiere, comunque, dei primi importanti passi in avanti.
“Purtroppo questa sera sono caduto e mi dispiace molto”, conferma Danilo. “Nel complesso, sono contento dei miglioramenti che abbiamo apportato oggi. Sicuramente siamo ancora abbastanza lontani da dove vorremmo essere, ma ci restano tre giorni la prossima settimana. Dobbiamo usare al meglio il tempo che abbiamo a disposizione. Oggi abbiamo migliorato molto il tempo sul giro, ma non è ancora abbastanza. Vorrei ringraziare la mia squadra per il duro lavoro. Dobbiamo continuare così”.
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