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Superbike

CBR1000RR-R Fireblade senza motore V4: Honda spiega perché

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Matteo Bellan

Dalla Honda viene ribadito il motivo per il quale è stato deciso di utilizzare un motore in linea e non un V4 sulla CBR1000RR-R Fireblade.

Alvaro Bautista (Getty Images)

Dopo tanti successi in MotoGP con Marc Marquez, la Honda ha deciso di impegnarsi a vincere anche nel Mondiale Superbike. Il titolo manca dal 2007, quando fu James Toseland a trionfare.

La casa di Tokio nel 2020 si è presentata al via del campionato con la nuova CBR1000RR-R Fireblade e un team ufficiale HRC con base in Spagna. Come piloti sono stati scelti Alvaro Bautista, reduce da un super debutto in SBK con Ducati, e l’esperto Leon Haslam. Primo anno non pienamente soddisfacente come risultati, però il potenziale per alzare l’asticella nel 2021 c’è.

Honda CBR1000RR-R Fireblade SP, perché il motore in linea?

Bautista in sella alla Ducati Panigale V4 R aveva impressionato nel 2019, ma l’anno seguente sulla Honda non è riuscito a fare lo stesso. Le moto sono diverse, ovviamente. Il pilota spagnolo ha evidenziato che un elemento centrale di differenza è il motore, dato che la CBR1000RR-R Fireblade monta un propulsore in linea e non un V4. Cambia molto.

Prima che venissero diffusi ufficialmente i dettagli tecnici della nuova supersportiva di Tokio, c’erano state voci inerenti la possibilità che venisse adottato un motore V4. Scelta che poi non è stata fatta, preferendo un altro tipo di propulsore.

Yuzuru Ishikawa, large project leader Honda, in un’intervista concessa a Speedweek ha motivato la decisione presa: «Abbiamo tenuto conto sia delle esigenze delle corse che dell’uso quotidiano. La scelta è stata fatta esclusivamente per ragioni tecniche. Con il quattro cilindri in linea il bilanciamento è migliore, anche se sappiamo che il V4 è meglio se punti alla massima potenza e velocità».

Ishikawa aggiunge ulteriori dettagli sulla decisione presa in Giappone sul propulsore della nuova CBR1000RR-R Fireblade: «La moto Superbike deve essere basata su una di serie, quindi abbiamo tenuto conto dei requisiti che doveva avere. Ce ne sono tanti da dover rispettare. Con un V4 avremmo dovuto scendere a compromessi per quanto riguarda equilibrio e prestazioni, pertanto abbiamo optato per un motore in linea».

La Ducati con la sua Panigale V4 R è la più forte in rettilineo, però Honda è comunque molto competitiva. I miglioramenti che HRC deve fare riguardano soprattutto altre aree della moto. Bautista aveva evidenziato la necessità di lavorare sull’elettronica e il turning. Importante fare progressi in condizioni di scarsa aderenza, situazione nella quale Alvaro e Haslam perdevano troppo nel 2020.

Alvaro Bautista (foto HRC)
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Matteo Bellan

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