Stagione MotoGP 2021 con il congelamento dei motori. Ma Ducati boccia l’ipotesi di un ulteriore sviluppo tecnico anche per il 2022.
Un anno fa i costruttori della classe regina hanno concordato il congelamento dei motori fino al termine della stagione 2021. Una misura resasi necessaria per contenere i costi dello sviluppo, limitando anche l’aerodinamica ad un solo progetto stagionale al posto di due. Aprilia sarà l’unica casa a poter beneficiare delle concessioni e a proseguire il lavoro sull’evoluzione della RS-GP anche nel corso del prossimo campionato.
Ducati ha concordato con la decisione Dorna, ma non è troppo d’accordo con lo stop allo sviluppo. Nonostante sia una piccola azienda rispetto ai costruttori giapponesi con circa 50.000 moto vendute all’anno, chiedono più libertà nell’evoluzione tecnica. “Uno dei motivi della partecipazione della Ducati in MotoGP è lo sviluppo di tecnologie che vengono poi utilizzate nella produzione in serie”, spiega il direttore di gara Ducati Luigi Dall’Igna. “Ovviamente ci sono costi molto alti in MotoGP. Concordo sul fatto che sia particolarmente importante per i costruttori europei tenere i costi sotto controllo”.
Ma le tecnologie testate in classe regina influiscono anche sulle moto di serie vendute sul mercato. “Questo non significa che dobbiamo impedire lo sviluppo tecnico delle moto. Non significa che non possiamo sviluppare ulteriormente le tecnologie”, sottolinea il direttore generale Ducati. “La riduzione dei costi in MotoGP è un problema che non esiste solo dal 2020”. La crisi finanziaria generata dalla pandemia di Coronavirus potrebbe spingere a proseguire con lo stop allo sviluppo dei prototipi anche per il 2022, ma Ducati respinge questa ipotesi. “Sinceramente non credo sia una possibilità reale. Ma non sappiamo cosa succederà. Sono sempre ottimista per il futuro – ha continuato Gigi Dall’Igna -. Lo sviluppo congelato per un anno è qualcosa che i produttori possono accettare. Ma uno dei motivi principali per partecipare alla MotoGP è sviluppare tecnologie e sviluppare know-how. Penso che sia importante sviluppare nuovamente le tecnologie. Pertanto, è importante non congelare i motori per un altro anno”.
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