Lo psicologo dello sport Alberto Cei dà un consiglio a Marc Marquez: farsi assistere da un professionista per superare questo momento duro
Medici e fisioterapisti non bastano più. A seguire Marc Marquez nel suo recupero dalla brutta frattura all’omero che lo ha costretto a saltare interamente la passata stagione deve essere infatti anche uno psicologo. Ne è convinto il professor Alberto Cei, psicologo di molti sportivi di primo livello, tra i quali anche atleti olimpionici, e docente all’Università di Tor Vergata e all’Università Telematica San Raffaele.
Il dottor Cei mette infatti in luce come Marquez, prima di questo infortunio, fosse abituato a sentirsi pressoché invulnerabile a dispetto delle numerose scivolate di cui si rendeva protagonista in pista. “Sono sempre rimasto colpito dalla regolarità delle sue cadute: era come se fosse normale che lui cadesse e risalisse subito in sella”, ha spiegato ai microfoni del sito Mowmag. “Marquez accetta di cadere perché la ricerca del limite, nel suo stile di guida, rappresenta un vantaggio competitivo sugli avversari. Il fatto, poi, di essere e di sentirsi un campione lo porta a credere di essere quasi immune dagli infortuni derivanti da una caduta”.
Ora, invece, che per la prima volta nella sua carriera si è trovato a fare i conti con le gravi conseguenze fisiche di una sua caduta, la situazione a livello mentale per il Cabroncito potrebbe modificarsi: “Credo avesse bisogno di capire di essere fallibile e di quel bagno di umiltà che questo brutto infortunio sembra avergli dato”, afferma Cei. “Se sarà in grado di affrontare la situazione nella maniera corretta, questo momento potrà rappresentare un nuovo punto di partenza”.
Ma proprio per questa ragione Marquez avrà bisogno di farsi assistere da uno psicologo, che lo possa aiutare a far fronte alle emozioni inedite con le quali si trova a fare i conti in questi mesi di inattività. “Se da una parte viene da anni di stati d’animo positivi dati dalle sue vittorie, il fatto di aver visto un infortunio banale trasformarsi in qualcosa di più serio può portare ad un’alternanza di depressione, rabbia e paura di non tornare ad essere quello di prima”, conclude lo psicologo. “È una cosa del tutto normale. Mi auguro che abbia già iniziato un percorso psicologico e che abbia dei professionisti al suo fianco: il fatto di non volersi far aiutare, infatti, rappresenterebbe una chiusura mentale inutile”.
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