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Formula 1

Porsche presto in F1? I dubbi dell’ex boss ora in McLaren

Published by
Chiara Rainis

Le nuove regole imposte dalla FIA puntano a richiamare i grandi costruttori in F1, ma nel paddock lo scetticismo è alto.

Logo Porsche (©Getty Images)

Era stato lo stesso Presidente della Federazione Internazionale Jean Todt a dettarlo negli obiettivi per il futuro più prossimo. La rivoluzione tecnica inizialmente prevista per il 2021 e poi a causa del Covid posticipata al 2022 avrebbe dovuto servire da volano per l’ingresso nel Circus di nuove Case ed invece, con quasi l’assoluta certezza, possiamo dire che rimarrà soltanto un sogno. Al di là dell’operazione Aston Martin, concretizzata solamente grazie alle presenza di Lawrence Stroll e Toto Wolff, azionisti del prestigioso marchio, la fattibilità di qualunque new entry in tempi brevi è pari a zero.

Il chiacchierato caso Porsche

A questo proposito negli ultimi anni si sono rincorse le voci di un probabile ingresso del brand tedesco nella massima serie a ruote scoperte, ma complice la crisi finanziaria post pandemia sarebbe ormai escluso. A dirlo anche l’ex boss, oggi team principal della McLaren Andreas Seidl, convinto  che i costi elevati delle power unit ibride siano ormai improponibili per chiunque.

“Dal mio punto di vista non è realistico immagine l’arrivo di nuovi produttori di auto nei prossimi campionati”, ha sostenuto ad F1i.com l’ingegnere. “Gli investimenti necessari per creare una PU competitiva sono troppo pesanti e il piano di sviluppo richiede parecchio tempo”.

Aver scelto l’ibrido mentre il mercato dell’automotive sta puntando sempre di più sull’elettrico rappresenta già di per sé un handicap che la F1, che se vorrà non sparire, secondo il 45enne, dovrà trovare delle soluzioni alternative per non continuare a scoraggiare le Case.

“Bisognerebbe agevolare un ritorno sulle spese, ad esempio prolungando la vita delle unità, piuttosto che renderle meno sofisticate e costose. Finché non verrà fatta chiarezza su questi punti nessuno si farà avanti”, la sentenza del dirigente.

Carlos Sainz e Andreas Seidl (©Getty Images)

Chiara Rainis

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Chiara Rainis

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