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Categories: MotoGPMotomondiale

Alex Marquez: “Spero che l’agonia di mio fratello Marc finisca presto”

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Luigi Ciamburro

Alex Marquez riassume la sua prima stagione in classe regina conclusa con due podi. E parla dell’infortunio di suo fratello Marc.

Alex Marquez (getty images)

Alex Marquez archivia la sua prima stagione in MotoGP con due podi, un risultato che pochi debuttanti possono vantare. Peccato non aver potuto condividere il box con suo fratello Marc se non nel primo week-end di Jerez, a causa dell’incidente che lo ha tenuto fuori per tutto il campionato. Ma l’appuntamento sembra rimandato, perché il due volte iridato ha la stoffa per rifarsi spazio nel team Repsol Honda.

In un’intervista al suo sponsor personale, Estrella Galicia, fa un riassunto del suo primo anno in classe regina. “È chiaro che ci sono sempre cose da migliorare – sottolinea Alex Marquez -, sicuramente mi sarebbe piaciuto partire con un livello più alto e preparato, con più preseason, ma alla fine l’ho detto, il mio sogno quest’anno era quello di ottenere un podio, quando si sono presentate le circostanze, come è avvenuto a Le Mans con condizioni particolari con la pioggia”. In più si è ripetuto ad Aragon, in condizioni di asciutto, mostrando di avere la stoffa del campione.

Una stagione macchiata dall’infortunio di suo fratello Marc, costretto a sottoporsi a tre interventi chirurgici in cinque mesi. “Quello che desidero di più è che sia di nuovo in moto, si diverta di nuovo e che finisca l’agonia in casa, l’agonia che ha dentro di non potersi divertire, non solo nella MotoGP, ma anche andando a fare motocross, flat track. Spero che torni a godersi la sua passione”. Nel 2021 vestirà i colori del team satellite LCR Honda, dove andrà ad affiancarsi a Taka Nakagami. A sua disposizione una RC213V ufficiale con cui potrà continuare ad accumulare esperienza e risultati. “Se il 2020 mi ha insegnato qualcosa, è che niente è impossibile, e si è visto. Molti cambiamenti, tante nuove persone sul podio… alla fine si vede che niente è impossibile, con il lavoro tutto può arrivare”.

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Luigi Ciamburro

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