L’inquietante racconto del dottor Ian Roberts, il responsabile medico della Formula 1 che ha soccorso Romain Grosjean dopo l’incidente
“Un rogo incredibile, che ha avuto un esito incredibilmente positivo”. Così Ian Roberts, il responsabile medico della Formula 1, il primo ad intervenire sul luogo dello schianto e dell’incendio della Haas di Romain Grosjean, riassume l’incredibile dinamica dell’incidente avvenuto al primo giro del Gran Premio del Bahrein.
Questo “esito positivo” è stato frutto degli straordinari sistemi di sicurezza introdotti negli anni sulle vetture, certo, ma anche e soprattutto proprio del pronto intervento dei soccorsi. Che sono potuti accorrere dopo soli nove secondi dal botto, proprio perché la vettura medica, come da prassi alla partenza di ogni gara, si trovava in fondo al gruppo.
Il dottor Roberts non ci ha pensato un attimo a buttarsi per salvare il pilota francese: “Sembrava di stare in un forno, rosso e in fiamme”, racconta ai microfoni dell’agenzia di stampa France Presse. “Ho visto Grosjean che stava già iniziando a uscire e mi chiedevo come avrebbe fatto. Per fortuna l’equipe anti-incendio è arrivata rapidamente e ha indebolito le fiamme permettendoci di aiutare Romain a scavalcare le barriere roventi. Una finestra di tempo brevissima ma sufficiente per permettere al pilota di venire verso di noi. Se fossero arrivati solo pochi istanti dopo…”.
Un concetto ribadito anche da Alan van der Merwe, che si trovava al suo fianco in qualità di pilota della medical car: “Se fossimo arrivati cinque secondi dopo o Ian avesse impiegato cinque secondi in più a decidere come intervenire, il destino di Grosjean sarebbe potuto essere molto diverso”.
Insomma, Romain deve la sua vita alla straordinaria preparazione dello staff medico del massimo campionato automobilistico: “Ogni giorno passiamo in rassegna una serie di interventi per ogni tipo di scenario”, spiega ancora il dottor Roberts. “Cerchiamo di stabilire una prassi in caso di incendio o di tamponamento a catena, ma poi la realtà può sempre essere diversa da quello che hai provato a pianificare. Però allenarsi sulla routine può abbassare il margine di errore”.
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