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Categories: MotoGPMotomondiale

MotoGP, Jonathan Rea: “Suzuki come Kawasaki, negli altri box sembrano bodyguard”

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Alessandro

Jonathan Rea vede come favorito a Portimao il campione del mondo Joan Mir: “Suzuki come Kawasaki, persone umane e si ride”.

Jonathan Rea (foto Kawasaki Racing Team WorldSBK)

All’indomani del miglior crono segnato nel test Superbike a Jerez, Jonathan Rea volge il suo sguardo sull’ultimo week-end di MotoGP a Portimao. Un tracciato che il nordirlandese conosce bene, mentre i piloti della Top Class affronteranno per la prima volta. Il sei volte iridato ha collezionato in Portogallo 12 delle sue 99 vittorie e guarderà con un certo interesse al Motomondiale che prenderà il via ad Algarve nella giornata di domani.

Difficile fare previsioni, specie in una stagione imprevedibile dove tutti i costruttori hanno lamentato alti e bassi. “Quest’anno molti costruttori sono stati veloci in MotoGP, compresi i loro team satellite, è stato fantastico”, ha detto Jonnhy Rea a Speedweek.com. “E Portimao è un posto fantastico, dove il pilota fa la differenza. È una pista difficile, dipende da chi ha il miglior feeling con la propria moto. Alcuni dei piloti hanno già provato lì i loro prototipi, altri con moto di serie. Chi vincerà merita molto rispetto. Per prima cosa devi padroneggiare Portimao e poi essere il migliore. Molti piloti possono trarre vantaggio dalla loro esperienza quando arrivano su una pista. Ma la maggior parte di loro inizierà da zero lì”.

Su un tracciato con molti sali scendi e una prevalenza di curve a destra, ancora una volta potrebbe essere la Suzuki la moto favorita. “Penso che qualcuno come Joan Mir possa fare molto bene. La Suzuki gira molto bene e fa tutto bene. La storia con Joan è carina. Sta guidando il campionato per il secondo anno ed è quasi ancora un rookie. Ha messo insieme una stagione incredibile. Quando guardo il team Suzuki, mi ricorda molto il mio in Kawasaki. È una squadra molto umana con brave persone. Sono stato ad alcune gare e l’ho guardato, le persone di questa squadra ridono. In altri box, invece, tutto è sempre coperto e i dipendenti stanno in piedi come se lavorassero per la sicurezza”.

Jonathan Rea in pista sulla sua Kawasaki ad Aragon (Foto WorldSBK)
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Alessandro

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