Anche nel Gran Premio dell’Emilia Romagna, Andrea Dovizioso è lontano dai primi, solo ottavo. Ma rimane al comando della classifica del Mondiale MotoGP
“Non capisco il perché di questo paradosso”. Sì, è un vero e proprio paradosso quello che si ritrova a vivere Andrea Dovizioso in questo frangente del Mondiale 2020 di MotoGP. Un nodo complicatissimo da sciogliere ma evidente da notare.
Nel Gran Premio dell’Emilia Romagna, infatti, il pilota della Ducati è giunto al traguardo solo ottavo, per l’ennesima volta distante dalla battaglia per le posizioni che contano. Eppure, dopo la seconda tappa di Misano, si ritrova ancora in testa alla classifica generale di campionato, con un punto di vantaggio su Fabio Quartararo.
“In termini di motivazioni l’approccio alle gare è il solito, quello di sempre, non capisco come mai non abbiamo il ritmo”, spiega ai microfoni di Sky Sport. “Non abbiamo ancora la situazione in mano, non mi sento in grado di poter fare quello che voglio e nel giro secco fatico. Lo vivo male, lavoriamo al massimo ma siamo lenti, facciamo fatica a modificare certi fondamentali che possono fare la differenza”.
Fondamentali che riguardano soprattutto l’adattamento alle nuove gomme Michelin di questa stagione, che hanno meno aderenza all’anteriore e dunque non consentono più a Desmodovi di sfruttare i suoi punti di forza, in termini di stile di guida e di assetto, che lo avevano portato a fare il salto di qualità negli anni passati.
Questo problema si è ripresentato puntuale anche sul circuito intitolato all’indimenticato Marco Simoncelli: “All’inizio della gara ho già perso quattro posizioni per manovre di altri che ho dovuto evitare”, analizza Andrea. “Poi non avevo il passo per recuperare, sicuramente mi sentivo meglio della scorsa settimana. So che sembra facile dire così, ma se fossi partito più avanti probabilmente sarei riuscito a mantenere un passo migliore, non al livello di Pecco”.
Già, perché Bagnaia sembra il solo in questo momento a riuscire a tirare fuori il massimo dalla Desmosedici: “In questo momento lui è il migliore con la Ducati. Bravo ad adeguarsi alle gomme, gli altri ducatisti sono in linea con me o vanno anche più piano. Dai dati si vede dove guadagna Bagnaia e dove perdiamo noi”.
Fatto sta che Dovizioso rimane comunque capolista iridato. E quindi le sue chance per il titolo se le può e se le deve giocare tutte: “È un Mondiale ancora più strano di quelli degli scorsi”, chiosa. “Ci sono tanti piloti veloci e un Mir che fa delle grandi rimonte. Ma noi abbiamo le nostre possibilità, siamo al giro di boa, ma tutto si può ribaltare nella seconda parte del campionato”.
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