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Categories: Formula 1

Todt dà una speranza alla Ferrari: “Ai miei tempi era peggio”

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Alessandro

Il Presidente FIA Todt minimizza la crisi Ferrari. Il francese era entrato a Maranello negli anni ’90 in un altro periodo nero per il team.

Il presidente della Federazione internazionale dell’automobile, Jean Todt (Foto Andrej Isakovic/Afp/Getty Images)

Di momenti di magra il Cavallino ne ha vissuti parecchi nella sua lunga e gloriosa storia, ma forse quello di oggi ferisce maggiormente perché quasi autoprodotto. Sembra incredibile come un team capace di lottare con la Mercedes per il primo posto o comunque stabile seconda forza in campo del mondiale, sia improvvisamente scivolata indietro. Talmente tanto indietro da essere a tratti più inguaiata della Williams, da tempo ultima della classe. Sapendo forse cosa di nasconde dietro una simile debacle, il capo supremo della Federazione Internazionale Jean Todt ha preso le difese del dirigente Mattia Binotto, sottolineando come la situazione attuale sia decisamente più rosea rispetto a quella che trovò lui nel 1993.

“Non mi piace vedere qualcuno che soffre. Chiunque esso sia”, ha asserito ad Auto Motor und Sport.  “Ecco perché prima di dare un giudizio cerco prima di capire cosa è successo. L’unica considerazione che posso fare è che la Ferrari di adesso non è assolutamente comparabile con quella che mi trovai a gestire. Sarebbe stato fantastico poter godere di una simile base di partenza. Oggi la Scuderia è un’organizzazione molto forte”.

In effetti il transalpino non mente. Allora a Modena il titolo mancava dal 1979. Un digiuno che pareva non finire mai e terminato soltanto nel 2000 grazie a Michael Schumacher dopo molteplici attimi di tensioni con propositi di licenziamenti vari subiti dallo stesso ex navigatore rally e dal Kaiser di Kerpen.

Spesso associato alla squadra italiana proprio per i suoi trascorsi tribolati e poi vincenti, il 74enne, ha affermato di non aver tuttavia provato alcuna emozione domenica scorsa quando Vettel e Leclerc hanno dato vita alla gara numero 1000 per la Rossa.

“Da bambino ero un fan, successivamente ci ho lavorato, ora sono uno spettatore neutrale. Il mio capitolo lì è terminato”, ha chiosato in maniera decisamente poco romantica.

Charles Leclerc ai box (Foto Ferrari)

Chiara Rainis

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Alessandro

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