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MotoGP, la comunicazione via radio in stile F1 spacca in due i piloti

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Alessandro

Ieri i piloti di MotoGP hanno sperimentato la comunicazione radio con la direzione gara. Ma i più giovani non sono sembrati convinti dalla novità

Takaaki Nakagami in pista sulla Honda nei test MotoGP a Misano (Foto Dorna)

Oltre alle novità tecniche sulle moto, la giornata di test della MotoGP di ieri a Misano Adriatico è stata l’occasione per sperimentare un nuovo sistema: la comunicazione radio tra i piloti e la direzione gara.

Questo dispositivo, nell’intenzione degli organizzatori, sarebbe stato studiato per migliorare la sicurezza, segnalando vocalmente avvisi, sanzioni o la presenza di bandiere gialle o rosse in un punto della pista. Un po’ come quello già utilizzato da anni dai cugini della Formula 1, ma unidirezionale, senza la possibilità di rispondere da parte dei corridori.

Vecchi favorevoli alla radio, giovani contrari

Il primo a collaudarla, già nelle prove libere di questo weekend, era stato il collaudatore della Honda, Stefan Bradl. Ieri lo hanno seguito tutti i colleghi, e l’accoglienza è stata contrastante. Paradossalmente, a promuovere il sistema sono stati i piloti più esperti. “A me è piaciuto”, ha commentato Andrea Dovizioso. “La radio aiuta i piloti: magari non tutti hanno l’abilità per vedere le bandiere gialle in un determinato punto. Il suono è abbastanza chiaro, ma serve cambiare auricolari, per isolare meglio dal rumore della moto”.

Dello stesso parere favorevole anche Valentino Rossi: “Ottima idea. Sarò anche un pilota vecchio stile, ma correndo anche in auto, dove è una cosa abituale, per me sarebbe un grande passo in avanti per la MotoGP, anche se è un po’ più complicato. Se ci fosse una comunicazione con i box migliorerebbe il livello, anche per una questione di sicurezza, senza però cambiare il Dna delle gare”.

I più giovani, invece, non sono rimasti completamente convinti da questa novità. “È già abbastanza difficile così guidare una MotoGP, senza qualcuno che ti parli”, ha affermato Fabio Quartararo. “Dopo un po’ ho perso l’auricolare, era un test in cui ogni 20-30 secondi c’era questa voce robotica, può essere positivo per la sicurezza, ma non di più, spero non si arrivi a una comunicazione con i team”. Gli ha fatto eco Pecco Bagnaia: “Non credo sia particolarmente utile. Se il problema è legato alla visibilità delle bandiere, allora introduciamo i pannelli luminosi come in Formula 1“.

Pol Espargarò in pista sulla Ktm nei test MotoGP a Misano (Foto Dorna)
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Alessandro

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