L’incidente di Giovinazzi in Belgio ha fatto sorgere parecchi interrogativi sulla sicurezza delle monoposto e ora la FIA pensa ad una nuova soluzione.
In fin dei conti il suo connazionale Henry Surtees, figlio del grande John e giovane promessa della F2, se n’era andato così. Colpito da una ruota ad appena 18 anni nell’ormai lontano 2009. E’ probabile, dunque, che in quella frazione di secondo quando domenica scorsa a Spa la ruota persa dall’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi ha mancato di pochissimo la sua Williams, George Russell abbia pensato proprio a quella scena, visto che non nulla ha fatto per celare lo spavento provato comunicando con il muretto via radio al momento dell’impatto contro le barriere.
Preoccupato per quanto avrebbe potuto accadere se non ci fosse stato l’halo o se l’inglese non avesse avuto la prontezza di scartare a sinistra il direttore di gara Michael Masi.
“E’ troppo presto per trarre conclusioni a tal riguardo”, ha dichiarato. “Prima sarà necessario valutare tutti i dati disponibili, elaborarli, e lasciare che le persone appropriate abbiano una giusta visione d’insieme dell’evento. In seguito bisognerà prendere una decisione qualora emergesse che sono necessari dei miglioramenti sui dispositivi che stiamo utilizzando”.
E chissà se dopo aver analizzato le informazioni il Circus non decida di trasformare per il 2021 le auto in versione IndyCar o Formula E dove le protezioni limitano il contatto diretto e l’eventuale distacco dello pneumatico.
Intanto il pilota di Grove si è detto in ansia per la frequenza di questo genere di episodi. “Sta succedendo spesso. Forse è la forza con cui le macchine colpiscono il muro. A mio avviso andrebbe adottato qualcosa di più resistente per cercare di trattenerle. E’ su quello che dobbiamo lavorare. me è andata bene, ma avrebbe potuto colpire un commissario di pista o uno spettatore. Questa è una cosa che andrà migliorata, ha sottolineato il 22enne.
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Chiara Rainis
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