Come avvenuto a Spa, anche a Monza la Ferrari rischia di pagare la scarsa potenza del motore. Ma si spera nell’abolizione delle mappature da qualifica
Il Gran Premio del Belgio rischia di essere solo l’inizio. A Monza, circuito dalle caratteristiche simili a Spa-Francorchamps, la Ferrari prevede un altro disastro. Con l’aggravante morale, stavolta, di giocare in casa, per quanto a porte chiuse e senza il pubblico italiano.
Il motivo del pessimismo con cui la Rossa arriva a giocarsi la gara a domicilio è semplice da spiegare. Come il tracciato delle Ardenne, anche quello brianzolo richiede un motore potente e una buona efficienza aerodinamica, due aspetti sotto i quali la SF1000 si è dimostrata quantomeno carente. “Anche lì sarà difficile”, ha ammesso il team principal Mattia Binotto. “Si tratta di un circuito in cui la potenza è importante e certamente quello non è il nostro punto di forza”.
Ma tra Spa e Monza, oltre alle tante somiglianze, esistono anche alcune differenze, che potrebbero inaspettatamente giocare a favore del Cavallino rampante. Il clima più caldo, ad esempio, o il compromesso aerodinamico sulla carta più semplice da identificare (basta scaricare al massimo, o quasi, tutte le ali).
Ma soprattutto la nuova regola voluta dalla Federazione internazionale dell’automobile che scatterà proprio in occasione del Gran Premio d’Italia: l’abolizione delle mappature da qualifica. Quelle, per intenderci, che fino ad oggi hanno permesso a Mercedes e Honda su tutte di sfruttare nei giri buoni della corsa alla pole position una manciata di cavalli in più. Ora che i rivali non potranno spingere più al massimo i loro propulsori, la Ferrari forse potrebbe recuperare qualche decimo che potrebbe permetterle di scalare qualche casella. O questa, almeno, è la speranza nemmeno troppo celata da parte dello stesso Binotto.
“Entrerà in vigore la nuova direttiva tecnica per le qualifiche, che potrebbe condizionare alcune squadre”, spiega il boss. “Sono curioso di scoprire quali e quanto, penso che sarà interessante sotto quell’aspetto. È un circuito molto sensibile alla potenza e in ultima analisi il bilanciamento di competitività sulla vettura stessa può cambiare. Inoltre è fondamentale partire in posizioni più avanzate in griglia perché, quando ti ritrovi nel traffico, in generale è difficile far funzionare la macchina. Quindi penso che a Monza quella direttiva si farà sentire di più”.
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