L’ex presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, fa una profezia nera sulla sua ex squadra: “O migliorano la macchina, o sarà ancora peggio”
È pessimista sul futuro della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, all’indomani di una delle disfatte più pesanti negli ultimi anni: il duplice doppiaggio subìto da Sebastian Vettel e Charles Leclerc al Gran Premio d’Ungheria.
Le parole dello storico ex presidente suonano come una sentenza, che fa tremare i tifosi anche in vista dei campionati che verranno: “Si deve avere il coraggio di dare per persa questa stagione”, afferma ai microfoni di Radio Rai su Gr Parlamento, “ma sono molto preoccupato anche per le prossime, perché ci stiamo giocando anche il 2021 e 2022. Se la macchina non sarà nettamente migliorata, sarà ancora peggio”.
Come dice il proverbio: il pesce puzza dalla testa. E le responsabilità di questo flop, nell’analisi di Montezemolo, vanno attribuite dunque ai vertici di Maranello, a partire dal team principal Mattia Binotto. L’ex presidente non punta il dito contro l’ingegnere italo-svizzero, ma sprona i suoi successori ad intervenire prontamente e urgentemente, intanto alleggerendo il capo della Scuderia di alcuni dei troppi compiti che gravano al momento tutti sulle sue spalle.
“Il problema di oggi nasce dall’organizzazione: adesso c’è una sola persona, che è giovane, ha molte responsabilità sulle spalle perché di fatto è solo e deve gestire anche i piloti”, spiega Montezemolo. “Mi sembra eccessivo parlare di rifondazione della squadra, ma va messa mano il prima possibile all’organizzazione e la dirigenza della Ferrari deve prendere adesso decisioni coraggiose”.
Sbagliata è stata anche la gestione dei due piloti: “Io sinceramente non avrei annunciato così presto l’addio di Vettel, anche perché la pressione su Leclerc ora è grande: non dimentichiamoci che è giovanissimo, è arrivato soltanto lo scorso anno alla Ferrari e non ha vinto ancora nulla. Non è facile far convivere due numeri uno: giusta la scelta di averne soltanto uno, ma avrei aspettato ad annunciarla”.
Ma le ragioni della crisi sono squisitamente tecniche: “Il problema della Ferrari non sta nei piloti, ma in una macchina molto lontana dalla competitività. Non penso che per migliorare bastino un musetto o un alettone: c’è una gara ogni settimana o al massimo ogni 15 giorni, con questa organizzazione vedo difficile sviluppare la macchina o pensare al futuro, è un momento molto delicato”. Quanto a lui, Luca Cordero di Montezemolo sarebbe ben felice di dare una mano: “Tornerei a Maranello a piedi ieri, ma ho zero possibilità”.
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