Inizialmente assolto, Hamilton è stato penalizzato in extremis di tre posizioni in griglia di partenza per il GP d’Austria grazie al reclamo Red Bull
Proprio all’ultimo momento. Lewis Hamilton ha appreso a meno di un’ora dal via del Gran Premio d’Austria, tappa inaugurale di questo campionato del mondo 2020 di Formula 1, la notizia della penalizzazione che lo ha colpito, facendogli perdere la prima fila sulla griglia di partenza.
L’iridato in carica era già stato convocato dalla direzione gara ieri con l’accusa di una doppia violazione: il mancato rispetto delle bandiere gialle e il superamento dei limiti della pista, entrambe presuntamente commesse nel corso del suo ultimo e decisivo giro delle qualifiche.
Per la prima era stato inizialmente assolto, mentre la seconda aveva provocato la cancellazione del suo miglior tempo, che però non aveva inficiato la sua posizione sullo schieramento. A quel punto, però, stamattina è stata la Red Bull a richiedere “un’udienza di revisione della decisione”, presentando nuove prove video che sono finite anche sul canale ufficiale Twitter della Formula 1.
Le immagini mostravano Hamilton mentre non solo non rallentava, ma addirittura accelerava chiaramente in una zona in cui i commissari di percorso stavano sventolando le bandiere gialle. Di fronte a queste nuove evidenze, il direttore di gara non ha potuto fare altro che infliggere una punizione più severa al pilota anglo-caraibico della Mercedes.
Lewis è stato arretrato di tre caselle e scatterà dunque dalla quinta piazzola oggi pomeriggio, a vantaggio della stessa Red Bull, che vede Max Verstappen promosso sulla prima linea e Alex Albon quarto, e della McLaren, il cui portacolori Lando Norris partirà terzo, la miglior posizione della sua carriera.
Un’altra battaglia, stavolta vinta dai Bibitari, della vera e propria guerra che sta vedendo contrapposte la Red Bull e la Mercedes in questi primi sprazzi di Mondiale F1. Nei giorni scorsi, le Lattine avevano sporto reclamo anche contro il controverso sistema Das della Stella a tre punte, ma in quel caso i commissari tecnici avevano dato ragione agli anglo-tedeschi.
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