Nonostante una Ferrari lenta, grazie alla combinazione di una guida solida e di una serie di colpi di fortuna, Charles Leclerc è arrivato secondo in Austria
“Che fortuna!”. Eh sì, come minimo. C’è una bella percentuale di buona sorte, ma anche una prestazione solida e una grande resistenza, nel mix che ha regalato un secondo posto davvero inaspettato a Charles Leclerc e alla Ferrari nel Gran Premio d’Austria, corsa inaugurale della stagione 2020 di Formula 1.
Proprio nelle fasi finali dei 71 giri di gara, il monegasco è riuscito a scavalcare la Racing Point di Sergio Perez e la McLaren di Lando Norris, conquistandosi il gradino basso del podio sotto la bandiera a scacchi. Che poi si è tramutato in una piazza d’onore quando Lewis Hamilton è stato penalizzato di cinque secondi per il contatto con la Red Bull di Alex Albon.
Così il Piccolo principe è riuscito ad evitare quello che si stava tramutando in un disastro quasi annunciato per la Rossa di Maranello. E la gioia è tanto incontenibile quanto comprensibile: “Sono estremamente contento, per me questa è come una vittoria”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport in Inghilterra. “Credo che oggi, ad essere onesto, abbiamo fatto tutto alla perfezione”.
Con qualche aiutino dal famigerato fattore C: “Abbiamo avuto un po’ di fortuna, ovviamente, con la penalità di Lewis e qualche incidente delle vetture che ci stavano davanti”, ammette Leclerc. “Ma questo era il nostro obiettivo: cogliere qualsiasi opportunità che ci si presentasse, anche se non avevamo il passo per ottenere questa posizione. Direi che questa è stata una delle mie migliori gare da quando sono arrivato in Formula 1, non ho commesso alcun errore”.
Un risultato che però non cancella tutti i problemi tecnici emersi con dura evidenza in questo fine settimana sulla sua SF1000: “C’è ancora molto lavoro da fare, siamo ancora molto lontani e non al livello che vorremmo. Ma tutto è possibile: dobbiamo mantenerci forti mentalmente, lavorare di squadra e sono sicuro che ne usciremo bene. Ma ci vorrà tempo”. Intanto è il momento di godersi questo regalo inatteso giunto dal dio della Formula 1.
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