Le indagini dell’FBI hanno portato alla luce la verità sul presunto caso di razzismo avvenuto in NASCAR nei confronti di Bubba Wallace in Alabama.
Ha fatto molto discutere quanto successo nell’ultima gara NASCAR in programma sul Superspeedway a Talladega, in Alabama. Prima della partenza, è stato trovato un cappio nel box del pilota Bubba Wallace.
Subito si è pensato a un gesto di razzismo nei confronti dell’unico driver afroamericano della serie. Lui è rimasto visibilmente scioccato dall’accaduto e ha ricevuto molta solidarietà dai colleghi, dall’organizzazione del campionato e anche da altre figure del mondo dello sport, oltre che dai tifosi.
L’FBI ha aperto un’indagine per chiarire i fatti e nelle scorse ore dai profili ufficiali NASCAR è emerso un esito probabilmente inatteso. Infatti, quello nei confronti di Bubba Wallace non sarebbe stato un episodio di razzismo.
Dalle indagini è emerso che la corda si trovava da tempo nel garage, precisamente dall’autunno 2019. È stato posizionato lì ben prima dell’arrivo della squadra del pilota e dell’assegnazione del box. Dunque, non si è trattato di un atto razzista intenzionale nei confronti Wallace.
Importante che sia stata fatta chiarezza su una vicenda che aveva disgustato molti. È un periodo nel quale il tema delle discriminazioni razziali è molto sentito, soprattutto in seguito alla morte di George Floyd negli Stati Uniti.
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