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Altro che Covid: a bloccare la Honda è il virus informatico di un hacker

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Alessandro

La produzione della Honda in tutto il mondo è stata bloccata da un virus informatico diffuso da un hacker su tutta la sua rete. Salvo il progetto Formula 1

Il marchio Honda sulle fiancate di una monoposto di Formula 1 (Foto Getty Images/Red Bull)

Un gravissimo attacco informatico ha messo in ginocchio questa settimana le attività della Honda in tutto il mondo. L’ammissione è arrivata direttamente da parte del costruttore giapponese, tramite un comunicato stampa ufficiale diramato martedì, che rivelava la diffusione in tutta la sua rete di computer a livello globale del virus messo in circolo da un hacker.

“La Honda può confermare che è avvenuto un cyber attacco su tutta la sua rete”, si legge nella nota. “Abbiamo perso la connessione online ai nostri computer e molti dipendenti non hanno potuto svolgere il proprio lavoro. C’è stato un impatto anche sui sistemi di produzione al di fuori del Giappone. È iniziato un lavoro per minimizzare l’impatto del danno e riportare le attività di produzione, vendita e sviluppo alla loro completa funzionalità”.

Nel frattempo, però, le fabbriche del Sol Levante, ma anche quelle in Gran Bretagna, Nord America, Turchia e anche nella nostra Italia si sono dovute temporaneamente fermare. L’azienda ha sostenuto che non sia avvenuto alcun furto di dati riservati, ma secondo alcune fonti si sarebbe invece trattato di un cosiddetto attacco ransomware, ovvero della richiesta di un riscatto per poter nuovamente accedere ai sistemi informatici.

Nessun danno per i motori Honda in Formula 1

La buona notizia per il mondo delle corse è che il virus non avrebbe intaccato le operazioni della fabbrica di Sakura, dove vengono progettati e costruiti i motori per la Formula 1, forniti ai team Red Bull e AlphaTauri. “Procediamo normalmente le preparazioni per la ripresa della stagione di F1”, ha dichiarato un portavoce del marchio nipponico al sito specializzato Race Fans. “Il grave attacco informatico alla Honda ha costretto a chiudere molte attività in diverse sedi, ma non ha avuto un grosso impatto sul progetto Formula 1”.

Max Verstappen può dunque tirare un sospiro di sollievo in vista del Gran Premio inaugurale della stagione, in programma il 5 luglio sulla pista di casa del suo team, il Red Bull Ring.

Il marchio Honda sulle fiancate di una monoposto di Formula 1 (Foto Getty Images/Red Bull)
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