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Categories: Formula 1

Bomba dell’ex manager di Ricciardo: “Imposto veto su Daniel in Ferrari”

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Alessandro

Lo storico procuratore di Daniel Ricciardo ha spiegato i motivi per cui l’australiano non è mai riuscito a firmare per la Ferrari. 

Daniel Ricciardo (©Getty Images)

L’interrogativo che continua a martellare nelle menti del paddock della F1 è come mai il Cavallino abbia deciso di puntare su un personaggio  non particolarmente esplosivo come quello di Carlos Sainz per il biennio 2021-2022, anziché sull’istrionico, veloce ed aggressivo australiano vincitore di 7 GP e legato all’Italia dalle origini.

Se lo stesso 30enne nei giorni scorsi, alla CNN, aveva confermato diversi e ripetuti contatti nel tempo con la scuderia, oggi Marco Zecchi, suo scopritore, nonché attivo nella gestione della Rossa dal 1989 al 1992, ha compiuto un passo in più rivelando alcuni dettagli del corteggiamento mai sbocciato in amore concreto.

“Il sogno di Daniel, il suo desiderio è sempre stato quello di correre per la squadra di Maranello. Anche quando non lo seguivo più mi faceva fare un mandato speciale per trattare con loro. Sono almeno tre/ quattro anni che cerchiamo di intavolare delle discussioni”, ha confessato a La Gazzetta dello Sport.

Per una ragione o per l’altra, dunque, il matrimonio non si è mai avverato nonostante il reciproco interessamento, tra queste anche una clausola nel contratto probabilmente di Vettel, poco avvezzo a trovarsi di nuovo a lavorare con Honey Badger dopo i trascorsi non proprio idilliaci in Red Bull nel 2014.

“Qualcuno ci ha anche detto che erano stati posti dei vincoli perché dei piloti non lo volevano nello stesso box”, ha poi spiegato. “Ogni volta però sembrava fatta. Anche quando mancò l’allora Presidente Sergio Marchionne (ndr. 2018) avevamo cominciato a parlare del suo passaggio alla Rossa in maniera abbastanza seria, ma poi emerse il nome di Leclerc e pure in questa occasione è accaduto lo stesso. Non so perché. Personalmente credo che avrebbe fatto molto bene alla Ferrari“, ha infine chiosato.

Per la verità la soluzione al quesito è abbastanza semplice. Prima si è cercato di spingere un driver amministrato dal potente Nicolas Todt, ovvero Charles, quindi, di promuoverne uno incapace o comunque non proiettato a dargli fastidio nella sua cavalcata all’iride.

Ricciardo (Getty Images)

Chiara Rainis

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Alessandro

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