Sotto la cenere della quarantena continua a covare il fuoco delle polemiche sulla presunta irregolarità dei motori 2019 della Ferrari
Lo scoppio della pandemia di coronavirus e la conseguente quarantena con il blocco di tutte le competizioni motoristiche hanno fatto passare improvvisamente in secondo piano tutte le altre notizie che fino al giorno prima agitavano il paddock della Formula 1.
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Ma ce n’è una, su tutte, che continua a covare sotto la cenere: la polemica sulla presunta irregolarità dei motori 2019 della Ferrari. Lo schieramento delle sei squadre avversarie del Cavallino rampante (dalle originarie sette si è sfilata in un secondo momento la Mercedes) non ha infatti smesso di protestare contro l’accordo riservato di Maranello con la Federazione, che ha chiuso senza troppa chiarezza l’indagine aperta sulla vicenda.
La più agguerrita di tutte è la Red Bull, che ieri è tornata a lanciare una stilettata per bocca del suo team principal Christian Horner: “L’accordo tra la Fia e la Ferrari ci ha amareggiati”, ha spiegato al quotidiano inglese The Telegraph. “L’aspetto più difficile da accettare è la mancanza di trasparenza”.
Ma i Bibitari non sono i soli: anche la Renault, infatti, ha rincarato la dose, in un’intervista concessa dal suo boss Cyril Abiteboul al sito ufficiale della Formula 1. “Vogliamo scoprire quale fosse il problema relativo alla legalità del loro propulsore, per assicurarci di restare alla larga da simili dubbi”, ha commentato. “Molto semplicemente, anche noi siamo dei motoristi, e voglio evitare problemi analoghi”.
La Casa francese, insomma, pretende una risposta inequivocabile dai vertici del campionato: “Ha senso solamente se i regolamenti e le decisioni sono chiare per tutti i partecipanti, e per questa ragione noi chiediamo delucidazioni. Non intendiamo ribaltare il verdetto, vogliamo sapere cosa sia accaduto per poter andare avanti”.
Nonostante la pandemia, insomma il caso non è chiuso: “Sul punto la penso come Zak Brown (proprietario della McLaren, ndr)”, conclude Abiteboul. “Sembra di parlare di un mondo precedente, ma si tratta di un argomento che ad un certo punto andrà affrontato. Non abbiamo intenzione di sfidare il sistema, vogliamo solamente scoprire cos’è successo”.
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