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Categories: Formula 1

C’è un piano per salvare la F1 (finalmente): cosa ha in mente Liberty Media

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Alessandro

Anticipi sui premi alle squadre in difficoltà, sconti sui canoni per i Gran Premi che si correranno a porte chiuse e un calendario al via a luglio per la F1

La partenza del Gran Premio di Monza di F1 (Foto Monza Eni Circuit)

Soldi alle squadre, sconti agli organizzatori e un calendario per la ripartenza in estate. Il gruppo americano Liberty Media, che governa la Formula 1, ha predisposto il suo piano per salvare il massimo campionato dell’automobilismo dalla crisi del coronavirus. Un piano che la Gazzetta dello Sport di oggi espone nel dettaglio.

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Si parte dal lato economico: per evitare il fallimento dei team più piccoli, sono pronti dei prestiti, ovvero una sorta di anticipo dei premi che verranno erogati per il campionato 2020 (che si aggiungerebbero a quelli già dovuti per i risultati della passata stagione). Anche gli organizzatori locali dei singoli Gran Premi beneficerebbero di una boccata d’ossigeno dal punto di vista finanziario, sotto forma di un abbassamento dei canoni che pagano per assicurarsi un posto nel Mondiale.

Questo sconto scatterebbe nel caso in cui i circuiti accettassero di disputare la gara a porte chiuse: una sorta di compensazione per i mancati incassi dalla vendita dei biglietti. E si tratterebbe di uno sconto piuttosto cospicuo: nel caso del Gran Premio di Monza ben 12 milioni in meno sulla quota prevista per quest’anno che sarebbe dovuta essere di 20 milioni.

I Gran Premi ripartiranno a luglio

Infine le gare: il progetto potrà stare in piedi solo se quest’estate si tornerà effettivamente a correre. Per questo c’è già un’idea: riprendere il via dall’Austria, un Paese che si è già detto disponibile ad ospitare la sua tappa del 5 luglio, e poi spostarsi in Inghilterra, a Silverstone. Sempre senza pubblico, come detto, e forse addirittura con ben due manche per fine settimana. Questo permetterebbe di disputare ben quattro Gran Premi nel solo mese di luglio.

Poi si potrebbe proseguire nel resto d’Europa e infine recuperare gli appuntamenti asiatici: Cina, Vietnam, Bahrein e Abu Dhabi. Un numero più che sufficiente per salvare il campionato e i guadagni dai diritti televisivi e dalle sponsorizzazioni.

La partenza del Gran Premio del Brasile 2019 di F1 a San Paolo (Foto Mark Thompson/Getty Images/Red Bull)
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Alessandro

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