Aleix Espargarò sottolinea quanto sia difficile questo periodo di stop forzato al Mondiale a causa dell’emergenza Coronavirus: “Stipendi non sono gli stessi”
Aleix Espargarò era entusiasta alla fine dei test invernali di cominciare la stagione 2020 di MotoGP. Era stato il primo pilota ad arrivare in Qatar, una settimana prima del Gran Premio, insieme alla famiglia. La nuova Aprilia prometteva di offrire grandi prestazioni e risultati, ma poi l’epidemia di Coronavirus ha spezzato le gambe a sogni, speranze e al calendario.
La prossima tappa che resta in piedi è quella al Sachsenring del 21 giugno, anche se sembra destinata ad essere annullata. Aleix Espargarò trascorre la sua quarantena ad Andorra insieme alla famiglia, ma inevitabilmente il pensiero va alla sua carriera, con un contratto in scadenza a fine anno come la stragrande maggioranza dei piloti. “È un anno molto difficile in cui tutte le fabbriche stanno attraversando un momento difficile, non solo quelle europee – ha detto a DAZN -, sono sicuro che sfortunatamente sarà anche la volta delle fabbriche giapponesi, quindi vedremo come va a finire”.
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A pagare il prezzo dell’emergenza non solo i fan, che restano in attesa di vedere i loro beniamini in azione, ma anche gli stessi piloti che vedranno rosicchiati i loro ingaggi. “Ovviamente le mie condizioni economiche sono cambiate, lo sapevo perfettamente e sono stato il primo a capirlo, non ha molto senso pretendere da una fabbrica quando tutti soffrono ora e, a parte questo, sono un lavoratore che viene pagato per le corse in moto. Se non corro in moto è ovvio che non posso chiedere gli stessi soldi come accade alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale. In realtà, lo stipendio è secondario, in Italia soffrono molto più di quanto immaginiamo, le fabbriche stanno attraversando un periodo molto difficile “.
E parlando del futuro Aleix Espargaró ammette “di non avere fretta di rinnovare con Aprilia, non so cosa accadrà l’anno prossimo” , e prevede già di avere “diverse opzioni” su dove correre nel 2021: “Aspettiamo… In Aprilia sto facendo un buon lavoro, penso che le altre fabbriche lo sappiano e ho solo 30 anni, sfortunatamente quest’anno potevo dimostrare molte cose e chissà cosa potrebbe accadere nel 2021”.
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