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Aprilia non ci sta: “Perché la squalifica a Iannone non ha alcun senso”

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Alessandro

L’amministratore delegato di Aprilia Racing, Massimo Rivola, è critico contro la sentenza della Fim che ha squalificato il suo pilota Andrea Iannone

Andrea Iannone (©Getty Images)

La Aprilia non ci sta. Pur prendendo atto del provvedimento della Federazione motociclistica internazionale, che ha inflitto ben diciotto mesi di squalifica al suo pilota Andrea Iannone, il commento della Casa di Noale alla decisione è profondamente critico. “La sentenza ci lascia sconcertati per la pena inflitta ad Andrea ma anche molto soddisfatti nelle sue motivazioni”, sono le prime parole rilasciate dall’amministratore delegato del reparto corse, Massimo Rivola. Il motivo di questo sconcerto è semplice da capire.

Leggi anche —> Andrea Iannone è un innocente colpevole: squalifica durissima

Infatti, se da un lato i giudici hanno riconosciuto la totale assenza di dolo da parte del centauro di Vasto, confermando che gli steroidi rintracciati nelle sue analisi sono state assunte in maniera accidentale, dall’altro è stato comunque condannato. “I giudici hanno riconosciuto la totale buona fede di Andrea e la inconsapevolezza nella assunzione confermando la tesi della contaminazione alimentare”, spiega Rivola. “Per questo la pena inflitta non ha alcun senso, alla luce delle motivazioni scritte dagli stessi giudici Andrea avrebbe dovuto essere assolto, come sempre è capitato agli altri atleti contaminati, ma questo quadro ci lascia tante speranze per il ricorso che auspichiamo sia molto veloce”.

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Aprilia al fianco di Iannone nell’appello

Insomma, la pena è stata del tutto incoerente con la ricostruzione della vicenda contenuta nella stessa sentenza, sostiene la Aprilia. Il fatto che la Corte disciplinare della Fim abbia però nei fatti ammesso la tesi della contaminazione alimentare (fatto senza precedenti) e quindi l’innocenza di Iannone, lascia però aperti grandi spiragli per il ricorso al Tribunale arbitrale sportivo, che potrebbe ribaltare il verdetto.

Massimo Rivola e tutta la Aprilia ribadiscono dunque anche di fronte a questa sentenza (anzi, ancora con più forza) la loro totale fiducia nel proprio portacolori: “Rivogliamo Andrea in sella alla sua Aprilia RS-GP, saremo al suo fianco fino alla fine di questa vicenda e lo sosterremo nel suo appello”, chiosa l’ad.

L’amministratore delegato del reparto corse Aprilia, Massimo Rivola (Foto Mirco Lazzari gp/Getty Images)
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