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Categories: Formula 1

La F1 si prepara alla ripartenza: “Sarà un calendario brutale e folle”

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Alessandro

Alla ripartenza dopo il coronavirus, il piano della F1 è quello di disputare fino a diciotto Gran Premi in sei mesi: sarà un calendario impegnativo

La partenza del Gran Premio di Abu Dhabi 2019 di F1 (Foto Charles Coates/Getty Images)

Diciotto gare in sei mesi: è il tour de force che aspetta la F1 alla ripartenza dopo la pandemia da coronavirus. Circola un certo scetticismo diffuso rispetto alle possibilità del Mondiale a quattro ruote di tornare a correre quest’anno, nel bel mezzo della crisi sanitaria, eppure il piano ufficiale dei vertici è quello di disputare tra i 15 e i 18 Gran Premi, a partire da giugno.

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Un programma che richiederebbe un impegno senza precedenti da parte di tutti gli addetti ai lavori: “Mi sembra folle correre diciotto gare in sei mesi”, commenta senza mezzi termini il pilota della Haas Kevin Magnussen ai microfoni di Viasat. “Ma se sarà così, sarà così: vorrà dire che rivedremo la nostra famiglia solo a Natale. Non dico che non si possa fare, ma certamente mi sembra brutale”.

Il piano della F1 è duro, ma fattibile

Con ogni probabilità l’unico modo di mandare in porto un calendario così compattato sarebbe quello di ridurre il format dei weekend di gara a due soli giorni, o addirittura quello di organizzare doppie gare per ogni circuito. “Forse sarebbe anche bello da provare, ma io voglio solo tornare presto a correre”, ha chiosato Magnussen.

Si tratterebbe indubbiamente di un piano impegnativo, ma anche necessario per arginare il crollo degli introiti a cui stanno andando incontro i team e l’organizzazione della Liberty Media. “Credo che non abbiano scelta”, ha dichiarato l’ex pilota di F1 Mika Salo ai microfoni di C More. “I piloti hanno contratti per correre e la Liberty è libera di poter disputare il resto della stagione non appena lo riterranno fattibile. Gli accordi erano per ventidue gare e devono provare a disputarle tutte. Gli addetti ai lavori si dovranno adattare: sarà dura, ma per ora tutti si stanno godendo una lunga vacanza, perciò è meglio che si riposino”.

La quarantena dei piloti

Ed è proprio quello che stanno facendo i piloti come Nico Hulkenberg, anche lui bloccato dalla quarantena nella sua casa di Montecarlo: “Finora posso continuare a correre e ad allenarmi all’aperto”, ha spiegato alla testata tedesca Bild. “E sento di avere più tempo per altre cose, come cucinare, stare sul balcone o telefonare a persone che non vedo da tempo”. Gli fa eco Daniel Ricciardo, che si trova invece nella fattoria di famiglia a Perth: “Ci lamentiamo sempre di avere poco tempo per le altre cose, ora ne abbiamo davvero tanto”.

Il pilota della Haas, Kevin Magnussen (Foto Charles Coates/Getty Images)
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Alessandro

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