Alla ripartenza dopo il coronavirus, il piano della F1 è quello di disputare fino a diciotto Gran Premi in sei mesi: sarà un calendario impegnativo
Diciotto gare in sei mesi: è il tour de force che aspetta la F1 alla ripartenza dopo la pandemia da coronavirus. Circola un certo scetticismo diffuso rispetto alle possibilità del Mondiale a quattro ruote di tornare a correre quest’anno, nel bel mezzo della crisi sanitaria, eppure il piano ufficiale dei vertici è quello di disputare tra i 15 e i 18 Gran Premi, a partire da giugno.
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Un programma che richiederebbe un impegno senza precedenti da parte di tutti gli addetti ai lavori: “Mi sembra folle correre diciotto gare in sei mesi”, commenta senza mezzi termini il pilota della Haas Kevin Magnussen ai microfoni di Viasat. “Ma se sarà così, sarà così: vorrà dire che rivedremo la nostra famiglia solo a Natale. Non dico che non si possa fare, ma certamente mi sembra brutale”.
Con ogni probabilità l’unico modo di mandare in porto un calendario così compattato sarebbe quello di ridurre il format dei weekend di gara a due soli giorni, o addirittura quello di organizzare doppie gare per ogni circuito. “Forse sarebbe anche bello da provare, ma io voglio solo tornare presto a correre”, ha chiosato Magnussen.
Si tratterebbe indubbiamente di un piano impegnativo, ma anche necessario per arginare il crollo degli introiti a cui stanno andando incontro i team e l’organizzazione della Liberty Media. “Credo che non abbiano scelta”, ha dichiarato l’ex pilota di F1 Mika Salo ai microfoni di C More. “I piloti hanno contratti per correre e la Liberty è libera di poter disputare il resto della stagione non appena lo riterranno fattibile. Gli accordi erano per ventidue gare e devono provare a disputarle tutte. Gli addetti ai lavori si dovranno adattare: sarà dura, ma per ora tutti si stanno godendo una lunga vacanza, perciò è meglio che si riposino”.
Ed è proprio quello che stanno facendo i piloti come Nico Hulkenberg, anche lui bloccato dalla quarantena nella sua casa di Montecarlo: “Finora posso continuare a correre e ad allenarmi all’aperto”, ha spiegato alla testata tedesca Bild. “E sento di avere più tempo per altre cose, come cucinare, stare sul balcone o telefonare a persone che non vedo da tempo”. Gli fa eco Daniel Ricciardo, che si trova invece nella fattoria di famiglia a Perth: “Ci lamentiamo sempre di avere poco tempo per le altre cose, ora ne abbiamo davvero tanto”.
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