Una citycar che filtra le asperità, resta silenziosa e scatta con naturalezza. La Opel Corsa 1.2 Hybrid promette risparmio vero e un carattere più brillante di quanto ti aspetti da una compatta di tutti i giorni.
La Opel Corsa 1.2 Hybrid assorbe buche e giunti con una compostezza rara nel segmento. Il telaio non “rimbalza”, l’abitacolo resta ordinato. Nei giri di routine, fra dossi e pavé, il rumore resta basso e la conversazione a bordo scorre senza alzare la voce. Qui la parola chiave è comfort: solido, prevedibile, mai molle.
Sotto il cofano c’è il nuovo 1.2 tre cilindri con sistema ibrido 48V e cambio a doppia frizione e-DCS6. L’elettrico di supporto (fino a 21 kW) aiuta nelle ripartenze e nelle manovre, smorza le vibrazioni tipiche dei tre cilindri e rende fluida la guida urbana. La spinta è pronta; non fulminea, ma coerente. Le versioni sono due: circa 100 o 136 CV. Nello 0-100 km/h si resta nell’ordine di 9–11 secondi a seconda della potenza, valori tipici ma con un “plus” di linearità grazie all’assistenza elettrica.
I dati di efficienza sono il suo biglietto da visita: nella marcia reale, ci si muove tranquillamente intorno ai 4,6–5,0 l/100 km su ciclo WLTP, cioè 20–22 km/l, con emissioni CO2 attestate attorno a 104–112 g/km. Non serve guidare “da monaco”: in città il veleggio a motore termico spento entra spesso in gioco e fa la differenza. In tangenziale, a 130, l’auto resta composta e silenziosa; il tre cilindri gira rilassato, la insonorizzazione tiene a bada fruscii e rotolamento. Anche il bagagliaio è adatto alla vita vera: circa 309 litri, ben sfruttabili.
Lo sterzo comunica il giusto e il posteriore non sorprende. La Corsa segue la traiettoria con naturalezza e mantiene una bella omogeneità fra motore, cambio e assetto. In un tratto collinare, la 136 CV regala quel margine in più per un sorpasso pulito, mentre la 100 CV resta concreta e coerente con l’uso quotidiano.
Capitolo dotazione. L’infotainment da 10″ con integrazione smartphone wireless e il quadro strumenti digitale sono disponibili, ma non sempre di serie: dipende dall’allestimento. Lo stesso vale per gli ADAS evoluti e per i fari IntelliLux matrix LED, molto efficaci di notte. Il consiglio pratico: scegliere il pacchetto sicurezza completo e i fari migliori; l’esperienza cambia davvero.
Veniamo al punto più spinoso, che emerge dopo qualche settimana d’uso e alcune prove comparate: la frenata. L’impianto frenante fa il suo dovere, ma la modulazione non convince tutti. La corsa del pedale è un filo lunga e l’attacco può sembrare ovattato, specie nelle manovre “stop & go”.
La presenza della rigenerazione (tipica di queste ibride 48V) aggiunge uno strato alla risposta del pedale: a volte si avverte una transizione fra recupero energetico e pinze che non è cristallina. In prove indipendenti, gli spazi d’arresto risultano nella fascia alta della categoria. Non è un allarme, ma un aspetto da valutare con attenzione, anche perché su alcuni allestimenti posteriori si trovano ancora i tamburi (la disponibilità varia in base alla versione).
La Corsa Hybrid si colloca in linea con le compatte B più aggiornate, con promozioni frequenti. Le cifre esatte variano per mercato e allestimento: verificate il listino aggiornato per la vostra zona. In ogni caso, considerando prestazioni ed efficienza, il rapporto valore/prezzo è competitivo, a patto di mettere in conto qualche optional mirato.
Alla fine, la domanda resta aperta: preferisci un’auto che ti fa risparmiare carburante, ti coccola su asfalti imperfetti e scivola nel traffico con disinvoltura, accettando una frenata meno incisiva del desiderato? Dipende da quanto vivi la città e da quanto cerchi il “morso” del pedale. Io l’ho capita in una sera d’inverno, strade umide e luci fredde: la Corsa scorreva leggera, quasi in punta di piedi. Poi, al semaforo, ho premuto con un attimo in più di anticipo. E mi sono chiesto: è davvero un difetto, o è solo una diversa metrica per misurare il tempo?
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