Un anno che cambia la mappa mentale di Maranello: il 2026 mescola memoria e futuro, benzina e silenzio elettrico, con modelli nuovi che parlano lingue diverse ma restano Ferrari nel midollo. È l’attesa prima del rombo, quel respiro che precede la curva.
Ferrari prepara dodici mesi intensi. Il marchio stringe il nodo tra tradizione e innovazione. Lo fa con quattro debutti che disegnano una strategia chiara. Il ritmo non è casuale. È un calendario pensato per far convivere emozione, tecnologia e continuità industriale.
Gennaio porta la nuova entry level. Si chiama Amalfi. È elegante, semplice da usare, ma senza rinunciare al carattere. Il V8 anteriore-centrale resta al suo posto. Niente ibrido. La potenza sale a 640 CV (20 in più della Roma). Arrivano ABS Evo e brake-by-wire, già visti su 296 GTB. Prezzo da circa 240.000 euro. Un modo diretto per dire: la fruibilità quotidiana può convivere con l’impegno dinamico. Lo confermano i dati e la scelta di non elettrificare.
A marzo tocca alla 296 Speciale A, la versione en plein air della Speciale. Il pacchetto tecnico non cambia: 880 CV, carico aerodinamico aumentato del 20%, 0-100 in 2,8 secondi e 0-200 in 7,3. Cifra da 462.000 euro. È la risposta per chi cerca pista e aria nei capelli. Un esempio concreto di come Maranello sappia togliere peso mentale senza togliere sostanza.
In primavera debutta la 849 Testarossa, erede della SF90 Stradale. È un’ibrida plug-in da 1.050 cavalli. Il cuore resta termico: V8 4.0 biturbo da 830 CV a 7.500 giri e 842 Nm a 6.500. Il motore a benzina lavora sul retrotreno con uno dei tre elettrici. L’avantreno è mosso da un’unità a corrente. Il design guarda ai Prototipi anni ’70. I prezzi non sono stati divulgati. La scelta di separare i compiti tra assi conferma una logica di performance gestita, non solo di picco.
Il centro della scena arriva in autunno: la prima Ferrari 100% elettrica. Le linee definitive – probabilmente da crossover – si vedranno solo in primavera. Gli interni, attesi a inizio anno, offriranno quattro posti e quattro porte. La Ferrari Elettrica misura circa cinque metri. Ha un passo di 296 cm. Il peso è attorno a 2.300 kg, con ripartizione 47/53 a favore del posteriore. La trazione è integrale con quattro motori elettrici. Entrambi gli assi sono sterzanti. La potenza teorica complessiva sfiora i 1.129 CV, con prevalenza al posteriore. La potenza effettiva non è stata comunicata; in modalità Boost supererà i 1.000 CV. Nessun suono finto: solo la “voce” elettrica amplificata.
Il cuore è la batteria a 880V, progettata e assemblata a Maranello. È integrata nella scocca. Conta 210 celle in 15 moduli, per 122 kWh lordi. L’autonomia stimata supera i 530 km. La ricarica arriva a 350 kW. Sono numeri coerenti con lo stato dell’arte del segmento alto. Alcuni dettagli restano riservati (potenza continua, curve di ricarica, massa delle singole unità): Ferrari non li ha ancora resi pubblici al momento di scrivere.
Questa rivoluzione non cancella il Dna. Lo migra. Lo traduce in un altro alfabeto. L’idea non è imitare il silenzio altrui, ma costruire una firma diversa: ritmo, prontezza, precisione. Viene da chiedersi come suonerà una notte a Fiorano quando l’elettrico passerà al massimo, senza scarico. Faremo caso a nuovi rumori: gomme, inerzia, aria. E forse scopriremo che certe emozioni non hanno bisogno di decibel, ma di coraggio. Non è questo, in fondo, il vero rombo del Cavallino?
Bosch, in collaborazione con Microsoft e NVIDIA, sta rivoluzionando l'infotainment delle auto connesse, trasformando l'abitacolo…
Nissan si prepara per un futuro elettrico con la nuova Juke, Micra, Leaf e la…
Questo articolo esplora le necessità di assicurazione per i proprietari di auto elettriche, coprendo temi…
Scopri come la Lamborghini Diablo degli anni '90 ha rivoluzionato il mondo delle supercar, combinando…
La Jaguar si reinventa con un'auto elettrica che sfida le convenzioni, puntando su un design…
Hyundai si prepara a svelare una nuova maxi elettrica al Salone di Bruxelles, insieme al…