Il pilota della Haas ha colto il miglior risultato in carriera, andando vicino al terzo gradino del podio al termine di una gara eroica.
Senza preavviso, ma con tanto cuore Bearman si è infilato per una domenica tra i grandi del circus, riuscendo a cogliere un risultato di spessore. Per lui il quarto posto, al debutto in F1, è un sogno che si realizza. Il ventenne, cresciuto nell’Academy della Ferrari, ha approfittato di un ottimo start per poi mettersi all’inseguimento di Hamilton e Verstappen.
Nel tentativo di difendere la terza posizione dagli attacchi dell’olandese della Red Bull Racing, il numero 44 ha tagliato la Curva-4 ed è piombato in quattordicesima posizione. Max a quel punto è finito anche lui alle spalle di Bearman nella prima parte di Gran Premio. Il giovane della Haas ha sfruttato bene le mescole soft contro quelle medie del quattro volte iridato, riuscendo a tenere un ottimo passo.
Il ritmo di Olly è stato spettacolare, ma non ha potuto evitare un secondo pit-stop. A quel punto si è ritrovato in bagarre con Piastri per la quarta posizione. Ha resistito agli attacchi del leader del mondiale sulla magnifica MCL39 e ha concluso ai piedi del podio con merito. La famiglia di Bearman è impazzita di gioia. Nonostante il trionfo di Norris, il Driver of the Day non è stato il pilota della McLaren, ma il giovane dell’Academy della Ferrari.
Il ritmo e la gestione delle mescole di Bearman sono stati da campione stagionato. L’inglese è riuscito a difendersi dall’undercut di Piastri e Antonelli. Sembra già destinato a vestire i panni della Rossa al termine dell’esperienza di Lewis a Maranello. Lasciò i fan a bocca aperta anche nell’esordio in F1 in Arabia Saudita con la Ferrari chiudendo al 7° posto al posto di Sainz.
“Essere nominato pilota del giorno è un riconoscimento bellissimo. Gara pazzesca – ha annunciato Bearman a Sky Sport F1 – eravamo già in una buona posizione e ho sfruttato l’incidente al 4° giro. Il ritmo era ottimo, le Mercedes e Piastri erano vicini ma non avevano abbastanza per passarmi. Tanto di cappello alla squadra, ha fatto un lavoro incredibile. Quando mi sono fermato la seconda volta non sapevo che anche gli altri lo avrebbero fatto, ma alla fine è andato tutto alla grande. Ho preferito difendere la mia posizione piuttosto che rischiare il terzo posto”. Hamilton potrebbe ben presto lasciare strada all’astro nascente britannico del 2005.
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