La Ferrari è uscita con le ossa rotta dal Gran Premio dell’Azerbaijan, con Lewis Hamilton ottavo davanti a Charles Leclerc. L’ex Maranello, Carlos Sainz, è salito sul podio a Baku al volante della Williams.
Il Gran Premio dell’Azerbaijan ha regalato meno emozioni del solito, con Max Verstappen che si è confermato inarrivabile come già lo era stato anche a Monza, al volante di una Red Bull che appare rinata. Dopo una fase centrale di stagione complessa, la RB21 è tornata protagonista, ed il -69 nel mondiale piloti dalla McLaren di Oscar Piastri lascia aperto ogni scenario. Chi non migliora mai è sicuramente la Ferrari, sesta forza sul passo a Baku, una pista che, sulla carta, sarebbe dovuta essere amica della SF-25.
Lewis Hamilton ha chiuso in ottava posizione, davanti a Charles Leclerc, in una gara in cui le due monoposto del Cavallino non sono mai esistite, e non soltanto per una pessima track position di partenza dopo le brutte qualifiche. La Ferrari è lo specchio della mediocrità, di chi cerca sempre scuse, ed hanno anche seccato le dichiarazioni di Frederic Vasseur a fine gara, che sembra quasi prendere in giro i tifosi parlando di sfortuna e di un passo gara che, al contrario di quanto l’evidenza ha dimostrato, a suo parere c’era eccome. E l’ennesima umiliazione è arrivata con il podio dell’ex Carlos Sainz, fantastico terzo su una Williams in grande crescita.
La Ferrari lascia Baku perdendo, a vantaggio della Mercedes, il secondo posto nel mondiale costruttori, ma le brutte notizie non sono finite. Carlos Sainz è giunto sul podio con la Williams prima di quanto Lewis Hamilton con la Ferrari, un qualche cosa su cui nessuno avrebbe scommesso. Alla 17esima gara sulla vettura del team britannico, il pilota madrileno ha riportato la sua squadra a podio dopo quattro anni di digiuno, mentre Sir Lewis non ha ancora assaggiato lo champagne.
Questa è l’ennesima conferma, se ce ne fosse mai bisogno, di quanto l’operazione Hamilton sia stata un fallimento, decine di milioni di euro o dollari, fate voi, gettati al vento per prendere un pilota che ormai ha fatto il suo tempo, invece che investire in tecnici di valore. La Ferrari è ormai una realtà in caduta libera e che, anche in chiave 2026, non ha speranze, ed è bene metterlo per iscritto sin da subito. Ci aspettiamo altre rivoluzioni nei prossimi anni, nella speranza che qualcosa cambi.
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