La Grand Prix Commission (GPC) è vicina alla approvazione di una regola che stravolgerà, completamente, lo scenario della MotoGP per come lo conosciamo.
Il Motorsport aveva una consolidata tradizione che, come un formula magica, non andava toccata. Il passaggio epocale dalla classe 500 alla MotoGP ha rappresentato il più grosso scossone della storia del Motomondiale. Negli ultimi anni, complice il calo di ascolti a causa dei ritiri di fenomeni come Valentino Rossi, Pedrosa, Lorenzo e Dovizioso, i vertici hanno puntato su una gara sprint a weekend.
Nonostante l’introduzione delle SR, lo spettacolo in top class non è migliorato. I motivi? Le Ducati fanno, letteralmente, un altro sport sull’80% dei tracciati del calendario e le prestazioni raggiunte dai bolidi hanno reso le gare monotone. Le moto 1000cc raggiungono top speed impressionati, rendendo anche difficili i sorpassi. Per garantire un recupero tecnico a Honda e Yamaha sono state introdotte delle concessioni, ma non sono bastate. La Casa di Tokyo ha detto addio anche allo storico partner.
Dal 2027 la MotoGP cambierà volto con il lancio del nuovo regolamento. Si passerà alle moto 850 di cilindrata, ma sino ad allora, secondo quanto riportato da Motorsport.com, si potrebbe verificare un congelamento dei motori. L’idea è la medesima che da anni osserviamo in Formula 1. Ci sarà una riunione tra i vertici della classe regina per comprendere se la strada risulti percorribile. La decisione non varrebbe per tutti i costruttori.
Yamaha e Honda, ad esempio, sarebbero esentati dal congelamento, a condizione che non ottengano risultati tali da modificare la loro fascia di appartenenza. Durante la fase della pandemia, i motori vennero congelati dall’inizio del 2020 alla fine del 2021. In quel caso la Ducati ha aperto il suo ciclo di vittorie. La Casa di Borgo Panigale ha iniziato a vincere il titolo costruttori con Dovizioso e Petrucci protagonisti nel 2020 e ha conservato il suo vantaggio.
Di sicuro Aprilia e KTM non sarebbero felici di un congelamento dei motori perché non riuscirebbero a colmare il gap nelle prossime due annate prima del passaggio, dal 2027, ai più piccoli motori 850 cc. I Commissari Sportivi dell’Associazione delle Squadre (IRTA) sono responsabili del processo di sigillatura dei propulsori e dei controlli che vengono svolti durante la stagione. Una volta ottenuto il via libera, i propulsori saranno omologati al più tardi in vista del Gran Premio della Thailandia che aprirà la stagione il 2 marzo del 2025. Tutto potrebbe rimanere congelato sino al 2026, salvo comprovati motivi di sicurezza.
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