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Perché la Fiat Panda si chiama così? In pochi conoscono l’origine del nome

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Davide Russo

E’ una delle auto più amate dagli italiani, riuscendo a farsi scegliere nonostante il sorgere di qualche ruga. Ecco come è nata la Fiat Panda.

Da oltre 40 anni la city car della Fiat riesce a fare breccia nel cuore degli appassionati. L’entry level della gamma del brand torinese presenta caratteristiche che si adattano perfettamente alle nostre strade. E’ agile e molto pratica nelle caotiche giungle urbane, grazie ad una versatilità invidiabile. Ha uno stile inconfondibile che gen dopo gen ha conservato, accrescendo la dotazione e i sistemi di sicurezza.

Fiat Panda (Adobe) tuttomotoriweb.it

La prima serie fu opera di Giorgetto Giugiaro nel 1980. Squadrata e irrefrenabile, specialmente nella versione 4X4, è stata la più longeva. La seconda, invece, realizzata nel 2003 è nata da una idea di Giuliano Biasio per Bertone, mentre l’ultima immessa sul mercato nel 2012 è stata progettata nel centro stile Fiat sotto la direzione di Roberto Giolito. Oltre 8 milioni di Panda si sono vendute in 43 anni di storia. Tutto nacque da una intuizione di Giugiaro che continua a funzionare.

Il primo modello, leggero e compatti, fu equipaggiato del motore bicilindrico raffreddato ad aria della 126, mentre dalla 127 prese il quattro cilindri da 903 cm³. La Panda divenne l’auto intelligente per affrontare gli spostamenti in città. Nel 1983 arrivò anche la versione S, che con Panda 30 e la Panda 45, aveva degli allestimenti più ricchi.

Le Panda 30S e 45S montavano gli stessi motori della 30 e 45, ma la differenza si avvertiva entrando nell’abitacolo. Il modello base era molto spartano. Se vi entraste oggi stentereste a credere alla scomodità dei sedili e la pochezza dei materiali.

Va detto che oggi si chiacchera sin troppo sui prezzi delle city car moderne, ma si tratta di modelli all’avanguardia sotto tutti i punti di vista. All’epoca le auto non avevano tecnologia o i livelli di sicurezza acquisiti nel corso degli anni.

Fiat, la scelta del nome Panda

Il primo restyling dell’utilitaria arrivò nel 1986, garantendo a tutti gli appassionati anche il motore diesel e un nuovo posteriore con sospensioni prese in prestito dalla Autobianchi Y10, ribattezzata Supernova. La vettura ebbe un impatto talmente forte che rimase in listino sino al 2003. Le concorrenti principali si erano svecchiate con modelli in linea con gli standard del nuovo millennio, così si procedette al lancio della nuova serie.

Fiat Panda (Adobe) tuttomotoriweb.it

La piccola city car si trasformò in una monovolume più spaziosa ed accogliente, pur rimanendo in linea con le classiche misure da segmento A. Furono lanciate anche le versioni bifuel a GPL e Natural Power a metano e i modelli per il fuoristrada come la 4×4 e la Cross, oltre alla briosa 100 HP. Il mercato non rispose al lancio della seconda gen come accadde per la prima serie. Nel 2012 arrivò sul mercato la terza serie e questa ebbe, sin da subito, un successo clamoroso. Ecco dove verrà prodotta la nuova serie.

In Fiat optarono, nel 1980, ad un nome storico. Panda era, nell’Antica Roma, la dea protettrice dei viaggiatori e delle strade. Il verbo pandere, in latino, significa aprire. Nomen omen, perché il destino ha voluto che milioni di automobilisti si mettessero, ogni giorno, in viaggio sulle strade nella piccola Fiat. Dal lancio della Panda il nome delle auto giocò un ruolo fondamentale anche dal punto di vista del marketing.

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Davide Russo

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