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Formula 1

Guidare in Formula 1 con gli occhiali si può? Cosa potrebbe accadere

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Davide Russo

In passato era comune assistere alle battaglie tra i campioni di Formula 1 con difetti visivi. C’è chi portava gli occhiali in pista. Ecco cosa potrebbe succedere oggi.

Le Formula 1 sono evolute tantissime nel corso dei decenni. In quasi 75 anni di storia le monoposto sono diventate sempre più veloci. Le wing car moderne non sono più difficili da guidare rispetto ai bolidi dei decenni scorsi, ma richiedono altre skill. I volanti, ad esempio, sono divenuti dei veri e propri computer, comportando uno stravolgimento nel modo di agire nell’abitacolo.

Formula 1, campione Jacques Villeneuve (Ansa) tuttomotoriweb.it

I driver devono gestire una miriade di informazioni e di tasti sul volante che, probabilmente, i driver del passato avrebbero declinato con un lancio dello sterzo in pista. Battute a parte, le Formula 1 attuali sono il massimo concentrato della tecnologia su pista. Nel Motorsport non esistono vetture così evolute e performanti. Per guidare al limite occorre una vista di falco, ma c’è anche chi, come Jacques Villeneuve, è riuscito a vincere nel Motorsport, portando in alcune occasioni un paio di occhiali da vista.

Da quando è arrivato in Mercedes Lewis Hamilton ha sfoggiato degli occhiali, ma in quel caso gli servono solo per migliorare il suo look. Il sette volte iridato non ha alcun problema. In passato, però, diversi piloti hanno dovuto indossare delle lenti da vista sotto il casco. Il più celebre è il figlio d’arte di Jacques che, ai tempi, non aveva nemmeno montature speciali.

I piloti di Formula 1 quattrocchi

Il campione del mondo della Williams, Jacques Villeneuve, portava, banalmente, un paio di occhiali tondi per la miopia. Vi sono delle foto che lo ritraggono con gli occhiali sotto il casco, ma nella maggior parte dei casi preferiva le lenti a contatto. Può sembrare un dettaglio di poco conto ma possono anche risultare un grave handicap per la lacrimazione.

Sebastien Bourdais (Ansa) tuttomotoriweb.it

Sul piano della sicurezza, inoltre, non è il massimo. Che si tratti di indossare delle lenti a contatto o una montatura, in caso di incidenti, i rischi ci sono. Ecco perché oggi i corridori si operano per evitare guai. Ralf Schumacher ha portato gli occhiali dopo essere diventato miope all’apice della sua carriera. In Indycar ci sono stati diversi piloti con gli occhiali sotto al casco.

Formula E, Alexander Sims, ha indossato una montatura anche piuttosto voluminosa. Sebastien Bourdais, miope e astigmatico, ha guidato per una vita con gli occhiali. È stato campione internazionale di Formula 3000 nel 2002 e vincitore del campionato Champ Car nel 2004, 2005, 2006 e 2007. In F1 ha corso per la Toro Rosso nel 2008 e nel 2009. Esteban Gutierrez è stato l’ultimo a correre in alcune tappe in F1 con le lenti sotto al casco, ma per la maggior parte delle occasioni aveva le lenti a contatto.

Gli occhiali sono sempre più evoluti sul piano dei materiali per evitare spiacevoli sorprese. Con leghe speciali anti-rottura, oggi, non dovrebbero causare un pericolo ma con le operazioni chirurgiche per eliminare i difetti visivi sarà, davvero, raro rivedere in pista piloti con vistosi occhiali da vista.

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Davide Russo
Tags: Primo Piano

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