Lewis Hamilton, nel corso della sua carriera, ha combattuto diverse sfide. Oltre a quelle in pista, il #44 ha preso una decisione importante per le future battaglie sociali.
Lewis Hamilton è diventato molto di più di un semplice pilota di auto da corsa. E’, certamente, uno dei più grandi nomi dell’automobilismo di sempre, grazie alla conquista di 7 titoli iridati. Nessuno aveva mai toccato la tripla cifra in F1 con 103 trionfi e sfiorato l’ottavo riconoscimento iridato. Lewis ha tagliato tantissimi traguardi, ma non è mai pago.
Sempre affamato di successi, morde la vita con un piglio che avrebbero in pochi nella sua posizione. A 38 anni ha chiaro gli obiettivi che lo aspettano, nel circus, e fuori dall’abitacolo. Dopo aver festeggiato i 10 anni in Mercedes, il #44 non ha avuto a disposizione un’auto all’altezza del suo talento. L’ultimo GP lo ha vinto con la precedente generazione di vetture. Sulle auto ad effetto suolo ha sofferto anche il confronto interno con il giovane teammate, George Russell.
Per la prima volta in carriera il #44 non ha vinto nemmeno una gara e, per di più, il 2023 non sembra essere iniziato con migliori presupposti. Lewis ha colto il podio in Australia, terminando al secondo posto la sfida alle spalle di Max Verstappen. Le circostanze con cui ha perso la lotta con il driver olandese sono state a dir poco assurde nel 2021. Sul piano mentale la beffa ricevuta ha lasciato un profondo disagio, ma l’anglocaraibico ha un coraggio e una personalità fuori dall’ordinario.
Il trentottenne ha preso posizioni importanti su materie essenziali. Affrontare tematiche come il BLM o questioni legate alla politica e alla religione è diventato qualcosa di impattante anche nel circus della F1. Lewis non ha nessuna intenzione di fare dei passi indietro. “Ho sempre preso dei rischi e continuerò a difendere le persone, per la parità dei diritti umani in tutto il mondo. Lo farò indipendentemente dal fatto che mi mettano in prigione o meno, non mi interessa cosa stanno per fare. Lotterò per qualcosa in cui credo anche se potrebbe persino uccidermi”, ha annunciato il #44, come riportato da Marca.
“Sembra ancora folle, ma ho bisogno di farlo, è importante innescare conversazioni, far innervosire chi è al potere e sentire che hanno bisogno di parlare per apportare cambiamenti perché porta negatività nel loro Paese. In Qatar l’ho fatto e ho vinto la gara. Il mio desiderio era quello di salire sul podio perché il successo sarebbe stato maggiore e l’ho fatto”, ha ricordato Lewis.
Nel 2021, in occasione della tappa in Qatar, corse con il casco arcobaleno, lanciando un importante messaggio sociale contro un Paese retrogrado. Lewis ha analizzato che oggi viviamo un’epoca in cui in molte Nazioni, specialmente in Medio Oriente, vi sono ancora molti dubbi sui diritti umani, sui diritti delle donne e sui diritti LGBT.
Tantissime leggi sono contrarie al modo di essere delle persone. Il sette volte campione del mondo ha sempre difeso i più deboli, promuovendo diverse iniziative come Mission 44, nata per aiutare e tutelare i giovani facenti parte delle minoranze etniche, sia in ambito scolastico che in ambito lavorativo.
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