Il periodo di dirigenza Ferrari di Vasseur si apre subito con grande pressione. Le parole dell’ad Vigna non lasciano dubbi sugli obiettivi.
L’addio di Mattia Binotto al muretto Ferrari ha dato l’avvio ad un’epoca nuova per la scuderia modenese. Per la prima volta dopo tanti anni, alla guida della squadra di F1 ci sarà un dirigente esterno, o comunque non legato all’azienda. Perfino Marco Mattiacci, subentrato a Stefano Domenicali e restato il tempo di un amen, era impiegato nel settore produzione. Con Frederic Vasseur, invece, si cambia musica.
Pur conoscendo parzialmente il team essendo stato un cliente con Alfa Romeo, il francese resta una new entry e porterà con sé un punto di vista inedito e non viziato da legami che potrebbe davvero rivelarsi vincente.
Intanto, mentre lui comincia a muovere i primi passi in fabbrica e a capire come indirizzare il lavoro, l’amministratore delegato Benedetto Vigna spinge già per il massimo risultato. Ribadendo che qualunque risultato diverso dal primo posto sarà un insuccesso.
Parlando in conference call agli analisti, il manager si detto soddisfatto dei progressi fatti negli ultimi dodici mesi, ma chiaro e tondo ha dettato l’unico obiettivo perseguibile.
“Vogliamo tornare a lottare per il campionato“, ha affermato nel contesto della presentazione dei conti di fine 2022. “L’intera equipe, insieme al neo team principal, si sta dando un gran da fare per andare in quella direzione“.
Completamente avulso al motorsport di cui è novellino, il 53enne non ha temuto di alzare l’asticella e mettere immediatamente pressione al transalpino che, potrebbe anche saltare se a fine 2023 non avesse spuntato tutte le caselle previste.
D’altronde lui stesso lo ha riconosciuto nella prima occasione in cui si è confrontato con i media da boss del Cavallino. Dopo un primo passo importante verso l’aggancio agli energetici e alla Mercedes, in apparenza sorpassata, il prossimo step deve essere quello decisivo.
Tornando al fisico di Pietrapertosa, giusto per non far sfuggire il concetto, ha definito il “secondo il primo dei perdenti“. Se l’annata scorsa doveva essere quella della riscossa, alla fine si è rivelata una delusione, con tanti errori da parte del box e degli stessi piloti, e con una monoposto meno solida del previsto.
“Quanto ottenuto è stato incoraggiante per noi e per i milioni di fan. Tuttavia il nostro target è la coppa più prestigiosa. L’altra priorità è continuare a sviluppare prodotti innovativi che consentano alle persone di divertirsi al volante dei nostri bolidi“, ha proseguito allargando il discorso al prodotto.
Quattro saranno i modelli che la Casa italiana lancerà da qui a dicembre. Mentre complessivamente entro il 2026 saranno ben quindici. Con una produzione tanto serrata l’intenzione è dunque quella di aumentare il bacino di utenza.
“Nel 2022 abbiamo depositato un numero di brevetti di quattro volte superiore al 2021“, ha buttato lì con orgoglio.
Per finire un commento sulle nuove piattaforme di competizione. “Negli eSports siamo impegnati in tre categorie, la F1, l’endurance e nella SRO“, ha tenuto a sottolineare evidenziando l’alto livello di tecnologia adottato. Quasi un ponte tra mondo reale e virtuale. “I nostri piloti di e-racing condividono le medesime attività dei ragazzi dell’Academy. Si tratta di una finestra cruciale verso le generazioni del futuro“, ha concluso facendo intendere quanto peso ormai abbia tutto ciò che è simulazione.
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