Non è una barzelletta, ma la police britannica è rimasta senza volanti. Il motivo? BMW è nei guai. Cosa succederà adesso.
I noti problemi legati all’approvvigionamento della micro-componentistica che stanno colpendo un po’ tutte le Case automobilistiche, di conseguenza non hanno lasciato indenne neppure la BMW, tanto che l’azienda tedesca si è trovata a dover affrontare una questione davvero particolare e da un certo punto di vista imprevista.
Lo scoppio della pandemia da Coronavirus nel 2020 e il lungo periodo di isolamento perpetrato dai Paesi asiatici, Cina in testa, ha creato un vuoto nella produzione dei chip fondamentali per la costruzione delle vetture. Motivo per cui se oggi ci si reca in autosalone per fare un acquisto ci si rende conto che non vi è disponibilità di mezzi e che per portarsi a casa la macchina che si vorrebbe bisogna prenotarla e attendere almeno sei mesi.
Questo impasse, ovviamente, ha creato non pochi grattacapi al mercato del Vecchio Continente. E pure in Inghilterra non scherzano.
Pur non facendo più parte dell’Unione Europea, il Regno Unito è stato investito come tutti dalla crisi post Covid, e nelle ultime settimane ha dovuto gestire una vicenda che probabilmente mai si sarebbe immaginata potesse capitare.
Per via di tutto il caos e i disagi originati dai mesi di stop delle lavorazioni negli impianti di Cina e Giappone, pure la polizia inglese ha dovuto correre ai ripari. Questo perché BMW che le forniva le volanti, ha dovuto fare una scelta. Ovvero dare priorità alle vendite dirette ai privati e alle aziende.
Cosa accadrà dunque, nei prossimi mesi? Il punto di domanda resta. Per adesso l’unica certezza è che la concessionaria di Park Lane a Mayfair, che si occupava dell’adattamento delle vetture, ha annunciato di essere in fase di ristrutturazione, proprio per l’assenza dei semiconduttori.
E’ interessante notare però, che la separazione tra la police e il brand di Monaco di Baviera, non arriva come un fulmine a ciel sereno. Già ad inizio del 2022, in UK si optò per evitare di usare auto di pattuglia del marchio dotate di motore N57 per inseguimenti ad alta velocità.
Questo per mere ragioni di sicurezza. Il propulsore 3.0 turbodiesel 6 cilindri in linea, realizzato tra il 2008 e il 2020, era stato attenzionato dalle forze dell’ordine in seguito alla tragica scomparsa di un agente, tale Nicholas Dumphreys, mentre era alla guida di una BMW 330 sulle strade della Cumbria.
Forse a causa del passo spedito che stava tenendo, un cuscinetto dell’albero motore si sarebbe staccato forando la coppa dell’olio e provocando un incendio.
Un guasto non nuovo, ma che al contrario si era già presentato, addirittura sei anni prima dell’episodio fatale appena narrato.
A fronte di tali dati, il costruttore aveva aperto un’indagine e da lì scoperto che causa della rottura del cuscinetto era la maniera in vengono di sovente guidate le macchine della polizia. Ovvero con un regime minimo prolungato del motopropulsore, seguito da improvvise accelerazioni. Un tira e molla replicato con una certa frequenza durante il giorno, che se sommato all’alto numero di chilometri coperti da quel tipo di vetture, le rende piuttosto sensibili e soggette al ko.
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