Hamilton non risparmia gli organizzatori del round più glamour del mondiale, evidenziando alcune cose che non vanno a Monaco.
In Spagna aveva dato l’illusione di essere tornata competitiva. Certo, non ai livelli di epoca dominio tra il 2014 e il 2020, ma se non altro in grado di battagliare a distanza ravvicinata con Red Bull e Ferrari. Ed invece, nel Principato, nella prima giornata utile a disposizione, la Mercedes ha fatto un passo indietro. Distante dalle prime della classe addirittura nell’ordine del secondo e sei con Hamilton, la scuderia tedesca dovrà rimboccarsi le macchine per non trovarsi già fuori dai giochi sabato pomeriggio.
E proprio Lewis si è mostrato piuttosto contrariato al termine della sessione di prove. Non però verso la sua W13, bensì nei confronti della FIA e del promoter, rei di aver fatto guidare i piloti su una superficie degna delle strade di Roma.
“È la pista più sconnessa sulla quale abbia mai guidato“, ha attaccato allarmato. “La nostra vettura saltella molto, ma è un rimbalzo diverso da quello che avevamo in passato ed avviene anche a bassa velocità, quindi non è solo una questione di aerodinamica. È peggio che andare sulle montagne russe. Credo che le asperità dell’asfalto peggiorino la situazione. Non ricordo di aver mai provato una esperienza simile prima d’ora”.
Alla luce dell’aggravamento del porposing combattere per il podio nel Principato è in un attimo diventato un’utopia, ed Hamilton non ha timore di ammetterlo. “Dovremo concentrarci sulla McLaren“, il nuovo target.
“Nel primo settore non siamo messi male, nel secondo siamo quasi a posto, mentre nel terzo non ci siamo”, ha analizzato nel dettaglio le indicazioni estrapolate dalle prime due sessioni. “Dovremo cercare di capire come migliorare la monoposto con l’augurio che in qualifica possa essere differente“.
Ugualmente deluso anche se leggermente meno del vicino di box George Russell ha individuato nel Cavallino il team da battere e avvisato la sua squadra che se non lavorerà pancia a terra il prosieguo del fine settimana porterà pessime nuove. “Non sono sicuro che riusciremo a chiudere il divario“, ha asserito con scetticismo.
Come per il #44, anche per l’ex Willliams la situazione in abitacolo è a dir poco traumatica. “Ho cercato di adattare il mio stile di guida, perché l’auto tocca continuamente col fondo. Ci sono tratti in cui entrambe le gomme sono sollevate da terra. In curva 5 l’anteriore destra è in aria ed è così rigida che anche l’anteriore sinistra si alza. Non so davvero come si possa sistemare questa problematica“, ha concluso sfiduciato.
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