Dal+trionfo+all%26%238217%3Baddio+alla+MotoGP%3A+ascesa+e+caduta+della+Suzuki
tuttomotoriweb
/2022/05/04/trionfo-addio-motogp-ascesa-caduta-suzuki/amp/
Motomondiale

Dal trionfo all’addio alla MotoGP: ascesa e caduta della Suzuki

Published by
Oscar Slaifer

La parabola della Suzuki e il ritratto di un marchio storico che si è sempre messo in competizione con Yamaha e Honda, senza mai sfondare realmente.

Doveva essere la moto che metteva in discussione il duopolio Yamaha-Honda, invece la Suzuki ha vissuto una parabola troppo spesso già vista, quella del terzo incomodo, solo ogni tanto capace di riuscire nell’exploit che fa emozionare e niente di più. E forse per questo, dopo 8 stagioni di fila in MotoGP, ha deciso nuovamente di dire basta con la classe regina e il mondo del Motomondiale. Una decisione che ha sconvolto il paddock, che non si aspettava minimamente che si arrivasse a questo punto.

Joan Mir (ANSA)

Anzi. In queste settimane il dibattito era sorto sul fatto che la Suzuki aprisse definitivamente le porte a un team satellite, visto che in ballo ci sono alcuni contratti con team importanti che potrebbero permettere alla casa giapponese di avere quattro moto nel Mondiale. Invece a sorpresa la decisione non di raddoppiare ma di dire basta.

Suzuki, un amore mai realmente nato con la MotoGP

La casa giapponese è sempre stata vista come il terzo incomodo nella classe regina, quella che poteva sparigliare di tanto in tanto le carte in tavola e rompere le uova nel paniere a Honda e Yamaha. In principio fu Barry Sheene, che nelle stagioni ’76 e ’77 portò a casa i primi titoli per il team, poi toccò al duo italiano Lucchinelli-Uncini qualche anno dopo riportare sulla cresta dell’onda la Suzuki, che ha dovuto poi aspettare fino al 1993 (con Kevin Schwantz) per rivedere tutti dall’alto in basso, mentre nel 2000 a sorpresa fu Kenny Roberts Jr a centrare l’iride.

Soprattutto quest’ultimo successo fu preso da molti come un semplice caso e non un punto di partenza per la casa giapponese, che tra alti e bassi, tra addii e ritorni, ha vissuto una storia travagliata in MotoGP. Nei primi anni Duemila ci riprovò affidandosi senza troppo successo a Loris Capirossi, poi nel 2011 il primo stop e il rientro nel 2015, che portò dopo un anno al primo successo con Maverick Vinales. Sembrava il primo step per una crescita finalmente a livello dei grandi, ma i piccoli passi della Suzuki in realtà non hanno mai portato realmente a un’entrata nell’élite del Mondiale.

Solo nel 2019, con Alex Rins e a tre anni di distanza dall’ultimo trionfò, qualcosa sembrò cambiare di nuovo. E nel 2020, a sorpresa, arrivò addirittura il titolo Mondiale con Joan Mir e quello a squadre (ma non costruttori), frutto di un’annata sì particolare per i pochi appuntamenti (a causa del Covid) ma fu il coronamento di un lavoro importante coordinato da Davide Brivio e che sembrava poter portare a una riconferma. Invece l’addio del punto di riferimento (andato in F1) ha di nuovo rimesso tutto in discussione e i risultati si sono visti: un 2021 non all’altezza e le voci di una Suzuki fuoco di paglia che hanno tentato di sminuire quanto fatto nel 2020. E forse proprio questo, oltre ai crescenti costi per rimanere in MotoGP, hanno portato i vertici giapponesi a dire di nuovo addio.

Resta l’amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato. La Suzuki poteva starci tranquillamente in un Mondiale MotoGP così competitivo. E invece, ancora una volta, si è deciso di dire basta. E chissà però se si riaprirà tra qualche anno il discorso, stavolta però in maniera più convincente.

Published by
Oscar Slaifer

Recent Posts

Montoya e la bacchetta d’Oro: retroscena del 1997 nella carriera del pilota colombiano in F3000

Nel 1997, Juan Pablo Montoya si distingue in F3000 con la RSM Marko, affinando una…

3 giorni ago

Citroën fa Storia nella Formula E: Prima Vittoria al E-Prix Città del Messico con Nick Cassidy

Citroën fa la sua prima storica vittoria in Formula E con Nick Cassidy? Questo articolo…

4 giorni ago

Ducati ha cercato un campione straordinario: emerge la verità sulla trattativa sottotraccia

Nella prossima stagione la Ducati cambierà il suo roster in MotoGP, promuovendo un ex Honda…

4 giorni ago

Nuove Livree Aprilia 2026: Bezzecchi e Martin pronti a ruggire con il Leone sulla ‘A’

Aprilia svela le nuove livree per la MotoGP 2026, guidate da Marco Bezzecchi e Jorge…

5 giorni ago

BMW M5 e l’Adattamento all’Euro 7: Potenza Ridotta ma Performance Inalterate

La BMW M5 si prepara per l'era Euro 7, riducendo la potenza ma mantenendo le…

5 giorni ago

Verstappen primo in classifica, ribaltone F1

L'articolo esplora il sondaggio annuale della F1 tra i responsabili delle scuderie, che valuta non…

5 giorni ago