Grande attesa per vedere Marc Marquez in azione dopo il secondo infortunio. Il pilota della Honda cambierà approccio alle gare.
Marc Marquez si prepara per una nuova sfida nella stagione 2022. A Losail dovrà prendere le misure alla nuova Honda RC-V e tastare le condizioni del braccio destro infortunato a Jerez nel 2020. Ha cambiato vita, si è trasferito a Madrid per accelerare i tempi di recupero e stare vicino allo staff medico che lo seguirà ancora a lungo. Ha salutato Cervera, i suoi affetti familiari, per ricominciare a dare nuovamente l’assalto al podio dopo due anni difficili.
Purtroppo gli scenari internazionali non sono dei migliori, la guerra in Ucraina infonde un velo di tristezza. “Sono consapevole di tutto ciò che accade nel mondo e penso che questo sia la preoccupazione principale. Abbiamo superato il coronavirus, che ora penso sia passato in secondo piano e questo è l’obiettivo più importante a livello mondiale. Ci auguriamo che venga risolto il prima possibile”.
In Qatar Marc Marquez capirà fino in fondo a che punto è l’omero destro, che anche nei test invernali ha dato qualche fastidio. Rispetto all’ultima gara di Misano-2 la forma fisica è sicuramente migliorata, anche se durante l’inverno si è potuto allenare poco e nulla a causa della diplopia. Le prime gare potrebbero risultargli difficili: “Vedremo cosa succede. Penso di non essere pronto per vincere la prima gara, ma sono pronto a lottare per il titolo iridato”.
Cambia sicuramente il suo approccio alle gare dopo gli infortuni, serve più prudenza, sapersi accontentare anche di una posizione non da podio, perché alla lunga anche pochi punti possono rivelarsi importanti per la corsa al Mondiale. “Non aspiro a nulla in Qatar, ma non escludo nulla. Nello stato in cui mi trovo – dice Marc Marquez al giornale spagnolo ‘AS’ -, devo prendermi anche il quarto, quinto, sesto e settimo posto, perché non saranno tutti podi o cadute”.
Sarà il primo anno in MotoGP senza Valentino Rossi e il fenomeno di Cervera sembra il candidato numero 1 per sostituirlo come portabandiera. Il suo ex rivale lascia dopo 26 anni di rinomata carriera nel Motomondiale e si ha la percezione che stia iniziando una nuova era. “Non sei tu a scegliere chi è il portabandiera, ma i risultati. Non importa se sorridi, dai spettacolo o hai un carattere buono o cattivo. Se vinci sei il leader, altrimenti non puoi farci nulla”.
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