Mentre il mondo dello sport sta fermando tutti gli atleti russi, il Consiglio Mondiale della FIA ha preso la sua decisione su Mazepin.
Pugno duro a metà per quanto riguarda la risposta della Federazione Internazionale alla questione sanzioni contro la Russia per aver invaso l’Ucraina. Il Presidente Mohammed Ben Sulayem, in collegio con il Consiglio Mondiale del Motorsport ha decretato la cancellazione di tutti gli eventi programmati sul territorio, ma consentirà comunque ai piloti di gareggiare al contrario di quanto indicato dal CIO.
Dopo un lungo conciliabolo conclusosi nella serata di martedì le autorità dell’automobilismo hanno stabilito che i concorrenti e i commissari di nazionalità russa e bielorussa potranno comunque prendere parte alle competizioni di carattere nazionale e internazionale, a patto di farlo in maniera neutrale, dunque sotto la bandiera federale e nel pieno rispetto dei suoi principi di pace e neutralità politica.
Ciò significa che Nikita potrà tranquillamente essere al via del primo GP della stagione previsto per il 20 marzo in Bahrain, così come il collaudatore della Ferrari Robert Shwartzman potrà godere dell’opportunità di mettersi al volante della F1-75 nelle due sessioni di prove libere che la Rossa ha fissato per lui nel rispetto del nuovo regolamento che impone, alle scuderie iscritte al campionato, di dare la chance alle nuove leve di mettersi in mostra.
Resta tuttavia da capire il percorso che sceglierà di intraprendere la Haas. La “censura” degli sponsor russi, imporrà al team americano di occultare la scritta Uralkali come già successo nell’ultima giornata di test al Montmelo. Come si sa, competere con una macchina bianca non è conveniente in termini di ritorni finanziari. Ecco dunque che Gunther Steiner e soci potrebbero promuovere al volo la riserva Pietro Fittipaldi e trovare nuovi partner.
Non va neppure esclusa la candidatura di Antonio Giovinazzi, attualmente impegnato in Formula E. Per il pugliese si tratterebbe di un ritorno flash, avendo chiuso con il Circus ad Abu Dhabi lo scorso dicembre.
E’ interessante notare come il comunicato della Federazione giunga a poche ore di distanza dalla presa di posizione di Daniil Kvyat che, passato dalle monoposto all’endurance, ha pubblicato sui propri social un post molto forte. “Non permettere agli atleti e alle squadre russe di partecipare alle competizioni iridate è una soluzione ingiusta e va contro ciò che lo sport insegna per principio, ossia unità e pace“, la sua coraggiosa denuncia.
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